[Racconto] Nella casa del verme, di George R. R. Martin

Prendere un vecchio racconto di un autore famoso, aggiungere illustrazioni a piena pagina per dare un po’ più di “corpo” all’opera e venderlo spacciandolo per romanzo. E’ quello che la Mondadori è riuscita a fare con Nella casa del verme, di George R.R. Martin.
E poi piangono perché l’editoria cartacea è in crisi.

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Scheda
Titolo originale: In the house of the Worm
Autore: George R. R. Martin

Genere: Fantasy / Horror
Numero di pagine: 96
Prima pubblicazione: 1976
Editore italiano: Mondadori

Lingua originale: inglese
Traduttore: Sergio Altieri
Illustrazioni: John Picacio

Nota: Le immagini presenti in questo articolo sono tratte dal fumetto ispirato al racconto, sceneggiato dallo stesso Martin e disegnato da John Picacio. Queste illustrazioni non sono tra quelle presenti nel libro.

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Trama
Il mondo è ormai una terra desolata e brulla. Il sole si sta spegnendo, ma nella casa del Verme Bianco i suoi adepti portano avanti il suo culto millenario, tra antiche tradizioni e balli in maschera propiziatori. Il giovane Annelyn è sicuro di sé e orgoglioso, oltre che un po’ troppo impulsivo. Lo scoprirà quando, provocato dal cacciatore Beccaio, si ritroverà nelle viscere della fortezza, sotto terra, senza luce, da solo. Creature affamate lo osservano nascoste nel buio, in un luogo dove non sembra esserci più via d’uscita.

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Scritto nel 1976 e pubblicato per la prima volta nell’antologia The Ides of Tomorrow, in questo racconto sono già evidenti quegli elementi che faranno da ispirazione per la sua opera più celebre, Le cronache del ghiaccio e del fuoco.

Nella casa del verme

Essendo un racconto anche abbastanza breve, la trama non è particolarmente complessa, ma riesce a tenere alta l’attenzione fino alla fine.

Ciò che rimane degli esseri umani, gli yaga-la-hai, vive ormai da secoli nella cosiddetta casa del verme, una fitta rete di sale di ossidiana e cunicoli che si spinge fin nelle viscere della terra. Qui, essi vivono per celebrare il culto del Verme-Bianco, loro unica divinità. Il culto prevede balli in maschera che si svolgono nella sala in superficie, da dove gli yaga-la-hai possono ammirare il sole morente.
E’ proprio durante uno di questi balli che il giovane Annelyn viene provocato da Beccaio, un cacciatore solitario dai modi rozzi. Con la complicità indiretta di Caralee, di cui Annelyn è innamorato, il Beccaio gli inferisce un’umiliazione che colpisce nel vivo il suo orgoglio. Deciso a vendicarsi, Annelyn lo insegue nelle profondità della casa del verme insieme agli amici Vermyllar e Riess e al cavaliere Groff.
La situazione, si fa però più complicata del previsto, perché in quei cunicoli vivono anche i groun, creature deformi che da secoli non osano più spingersi oltre l’ultima sala  in superficie, chiamata Barriera.

Il protagonista, Annelyn, è un giovane ragazzo molto orgoglioso e pieno di sé. E’ tuttavia credibile e coerente e, dal momento in cui inizia a trovarsi in difficoltà, si riesce a provare empatia per lui. Seguiamo la storia attraverso il suo punto di vista e possiamo capire che non è uno sbruffone senza cervello, ma solo un ragazzo impulsivo e ancora inesperto, smanioso di diventare un uomo.
L’empatia nei suoi confronti è dovuta anche alle difficoltà che si trova ad affrontare. George R. R. Martin è ormai diventato famoso per quanto sia spietato con i suoi personaggi. Li mette in pericolo, in condizioni di dover affrontare situazioni decisamente sgradevoli, se non addirittura terribili. Poi, quando sembra che una situazione già disperata non possa peggiorare, lo fa; un supplizio per i personaggi, una gioia per i lettori che, seppure soffrono con loro e per loro, non hanno motivo di annoiarsi.

Nella casa del verme Graphic novel

Nella casa del verme è una discesa agli inferi quasi dantesca, dove più si scende, più si scovano orrori, ma anche scomode verità. Nella prima parte del racconto, Martin si prende il tempo per mettere in scena il culto degli yaga-la-hai per il verme-bianco. In poche pagine, si svelano le tradizioni che da secoli condizionano le vite di tutti loro. Unica nota fuori dal coro è il Beccaio, la forza motrice che spinge Annelyn  verso la scoperta involontaria delle menzogne sulle quali è stato costruito quel culto, fino ad allora mai messo in discussione.

Sapientemente, Martin lascia il protagonista privo di torce, costretto a farsi strada grazie solo alla fugace luce dei suoi fiammiferi. Così, tra un fiammifero e l’altro, egli ha appena il tempo di scovare le tracce dei predatori che si aggirano per i cunicoli e, allo stesso tempo sprazzi di verità, che per la prima volta infondono in lui il dubbio.
Nella casa del verme è quindi più di un avventuroso viaggio nelle viscere della terra. E’ una vera a propria metafora di crescita interiore, quasi una sorta di rito di passaggio dall’innocenza all’età adulta.
L’atmosfera è claustrofobica e anche se la storia non sempre è ricca di azione, tiene il lettore incollato alle pagine, in ansia per qualunque cosa potrebbe accadere da un momento all’altro. Se la vista è penalizzata, è grazie agli odori, ai rumori (forse reali, forse solo frutto del terrore di Annelyn) e alle percezioni del protagonista che Martin mette in scena le vicende della seconda parte del racconto.

Nella casa del verme Graphic novel

In conclusione, posso dirmi soddisfatta della lettura e Martin rimane per me una certezza anche al di fuori delle Cronache del ghiaccio e del fuoco. Tuttavia, €14,45 per un racconto mi sembra un prezzo eccessivo, soprattutto se si pensa che i volumi interi delle cronache costano sui €20,00 e sono in media 1000 pagine l’uno.

D’accordo, ha la copertina rigida con sovraccoperta, è stampato su carta robusta e ci sono delle illustrazioni. Nessuno è obbligato a comprarlo e un appassionato potrebbe anche desiderare di possedere un bel racconto in un formato elegante. Ma quasi quindici euro mi sembrano comunque troppi. Su Amazon, la versione e-book in inglese è venduta a $3,68 (la versione italiana, invece, costa €8,99… il traduttore, Sergio Altieri, pace all’anima sua, deve aver fatto un lavoro pazzesco! Spero solo non abbia lavorato troppo di fantasia, come quando, nel primo libro delle Cronache, aveva scambiato un cervo per un unicorno. Maggiori informazioni qui)

Fortunatamente io l’ho trovato in biblioteca e mi accontento così. Per quanto apprezzi un autore, non ho intenzione di svenarmi. I soldi non si trovano sotto ai sassi e per quanto sia convinta che le opere pregevoli meritino di essere compensate con l’acquisto, non mi piace l’idea di far arricchire le menti dietro a queste operazioni commerciali. Tanto più che le case editrici non hanno poi neanche l’intenzione di reinvestire i loro guadagni su esordienti meritevoli.
Si lamentano del fatto che l’editoria cartacea sia in crisi e danno la colpa agli e-book, ad Amazon e agli italiani che non leggono abbastanza. Sono d’accordo su quest’ultimo punto, ma credo che avvalersi di furberie di questo genere non serva certo a convincere gli italiani a comprare libri; anzi, li scoraggi.

Case editrici e librerie non sono onlus e campano grazie ai profitti, ma che profitto si può ottenere prendendo in giro gli acquirenti? Non ho studiato marketing, ma per esperienza so che il miglior cliente è quello che si sente tenuto in considerazione. Quando soddisfatto, fa anche passaparola, che è un modo carino per fare pubblicità gratis alle aziende.
Quindi che continuino a fare i furbi, se vogliono, ma poi non diano la colpa ad Amazon, alle biblioteche pubbliche o al download illegale.

Voto complessivo: 00 Voti 3 stelle e mezzo

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