[Romanzo] Ensel e Krete – Una storia di Zamonia, di Walter Moers

Secondo libro della serie ambientata a Zamonia, Ensel e Krete è, come lascia intuire il titolo, una rivisitazione della favola di Hansel e Gretel. Ma da un libro di Walter Moers, c’è da aspettarsi di tutto.

Grechina Divider

Scheda
Titolo originale: Ensel und Krete – Ein Märchen aus Zamonien
Autore: Wlater Moers
Genere: Fantasy / Umoristico
Numero di pagine: 258
Prima pubblicazione: 2000
Editore: Salani
Lingua originale: tedesco
Traduttore: Umberto Gandini
Illustrazioni: Walter Moers

Compra su Amazon: Ensel e Krete: una storia di Zamonia

Grechina Divider

Trama

Secoli dopo la liberazione degli orsi colorati da parte del Capitano Orso Blu, la Foresta di Alberia è diventata un luogo turistico che attrae visitatori da tutto il continente di Zamonia. Ensel e Krete sono due gemellini di Lontandisotto che, in vacanza con i genitori nella foresta, decidono di disobbedire alle regole e mettersi a esplorare la foresta da soli. Quali orrori e pericoli nasconda la foresta al di fuori dei percorsi sicuri, ce lo racconta il grande scrittore zamoniano Ildefonso de’ Sventramitis.

Ensel e Krete una storia di Zamonia

Chi a Zamonia sentiva il bisogno di perfetta armonia andava in vacanza nella Grande Foresta. Un soggiorno nella Grande Foresta garantiva natura boschiva della specie più variegata, perché soltanto qui le latifoglie e le aghifoglie campavano insieme d’amore e d’accordo, le querce ciclopiche crescevano accanto alle druidiche betulle, i larici megeri si ergevano verso il cielo accanto agli abeti fiorintesi, e vi si aggiravano unicornetti, scarpolastri e picchi oracolanti.

Pur facendo parte della saga ambientata nel fantastico continente di Zamonia, questo secondo romanzo è molto diverso da Le tredici vite e mezzo del capitano Orso Blu, non soltanto nella storia, ma anche nella forma.

La storia dei due gemellini seminani, ha in realtà solo una parte marginale. Di per sé, la trama non si discosta molto da quella della fiaba originale e quando lo fa appare un po’ forzata e sconclusionata.
Per fortuna, anche qui troviamo un’ambientazione ricca di fantasia. Man mano che i due gemellini si immergono nella foresta, si trovano ad avere a che fare con una fauna e una vegetazione spaventose, a volte anche macabre. E’ proprio in queste immagini che Moers dà come al solito il meglio di sè:

Continuarono ad avanzare in fretta. Nel terreno del bosco esplodevano vesciche, fra strepiti e singulti, emettendo odori esotici. Un albero che sembrava un anemone marino si cullava avanti e indietro, come incantato. Funghi a forma di conchiglia si schiudevano al passaggio di Ensel e Krete e offrivano loro rosse e viscide perle. I gemelli passarono accanto a cumuli di schiuma verde, ad alberi simili a immensi banchi corallini chiazzati di bianco e giallo. Un vegetale purpureo, mezzo fungo e mezzo stella marina, del diametro di alcuni metri, si era avvinghiato attorno a una vecchia quercia. Pareva che ballassero lentamente sul fondo del mare. Ensel non si sarebbe stupito se fosse comparso improvvisamente uno squalo.
Orchidee nere aprivano schioccando i loro calici, espellendo pollini roteanti che sibilavano nell’aria come proiettili. Radici gelatinose si avvolgevano ai piedi nudi di Krete, grassi funghi sussultavano all’unisono.

Se nel primo romanzo la narrazione veniva inframmezzata dalle note tratte dal Dizionario enciclopedico del professor Noctambulotti, qui viene letteralmente interrotta dalle divagazioni del suo (fittizio) autore, Ildefonso de’ Sventramitis, il più famoso scrittore di Zamonia.
Travolto dalla sua stessa celebrità e vittima di un ego smisurato, de’ Sventramitis (dinosauro sapiens, originario di Forte Vermicchio), inserisce nella narrazione la tecnica delle Divagazioni Sventramitiche, vere e proprie intrusioni nella narrazione con le quali l’autore si esprime in libertà. Opinioni, racconti, e perfino sfoghi contro il critico Lapisandel Latuda, che ebbe una volta l’ardire di bocciare una sua opera. Il de’ Sventramitis si considera talmente all’avanguardia e al di sopra delle regole, da poter interrompere la narrazione anche solo con la parola brummli ripetuta per due pagine.

Più che la storia di Ensel e Krete, quindi, il vero fulcro del libro sono le Divagazioni di de’ Sventramitis; divertenti, certo, ma spesso fuori contesto rispetto alla storia e quindi a lungo andare anche un po’ fastidiose.

Ildefonso De' Sventramitis - Zamonia
Ritratto del sommo Ildefonso de’ Sventramitis

Nel libro, di 259 pagine, forse solo un centinaio sono dedicate alla storia di Ensel e Krete. Il resto del romanzo è composto dalle divagazioni, dalle note tratte dal Dizionario Enciclopedico di Noctambulotti (molte delle quali riprese dal primo romanzo), dalle numerose illustrazioni e da una corposa biografia dello stesso de’ Sventramitis.
La sensazione è quella di trovarsi davanti a un testo sconclusionato e che non sappia  bene dove andare a parare.

Gaglioffo delle spelonche - Ensel e Krete una storia di Zamonia

Se Le tredici vite e mezzo del Capitano Orso Blu era pieno di idee geniali, capaci di divertirmi e stupirmi pagina dopo pagina, la lettura di Ensel e Krete mi ha lasciato invece un po’ di amaro in bocca. L’impressione che ho avuto è che Moers abbia scritto questo romanzo in maniera frettolosa, senza avere delle idee precise in mente. Magari spinto dal desiderio di cavalcare il successo del primo romanzo.
Non che per questo non darò più fiducia a Moers, anzi. Sono curiosa di leggere gli altri suoi romanzi e lo farò quando riuscirò a recuperarli. Diciamo però che questo romanzo è riuscito solo in parte.

Voto complessivo: Due stelle e mezzo Intelligente ma non si applica


Compra su Amazon Ensel e Krete: una storia di Zamonia

7 pensieri su “[Romanzo] Ensel e Krete – Una storia di Zamonia, di Walter Moers

  1. Ho appena comprato “Le tredici vite..”, mi hai invogliato tu con la tua recensione! Tra poco lo leggerò, ma sembra strafico.
    Peccato per questo secondo capitolo sottotono, vedrò comunque di recuperare anche questo. Tu portati avanti intanto, così in caso mi blocchi in tempo 😉

    "Mi piace"

    1. Ahaha, farò da cavia! Comunque, leggendo in giro un po’ di commenti, mi è sembrato di capire che Moers abbia avuto uno scivolone solo con questo romanzo. Gli altri, ritornano tutti a essere all’altezza del primo, se non anche meglio. Terrò aggiornato il blog non appena riuscirò a leggere gli altri libri.
      Fammi sapere cosa pensi delle 13 vite, quando lo avrai letto.

      Piace a 1 persona

  2. Pingback: [Tag] #Sharingbooks – Fantasia – BiblioteFantasy

  3. Pingback: [Romanzo] Rumo e i prodigi nell’oscurità, di Walter Moers – BiblioteFantasy

  4. Pingback: La città dei libri sognanti, di Walter Moers – BiblioteFantasy

  5. Ellionor

    Purtroppo, non mi vedo d’accordo con la tua critica. Forse sarò un po’ di parte, perché Walter Moers è il mio scrittore preferito, però non ho assolutamente percepito Ensel e Krete come un romanzo scritto in maniera frettolosa. Anzi, considerando che sono ben otto anni che Moers sta lavorando sul Castello dei Libri Sognanti, l’ultimo libro della trilogia dei Libri Sognanti, non credo assolutamente che sarebbe capace di trattare con meno riguardo qualsivoglia sua opera. No, la chiave di interpretazione di Ensele e Krete è proprio l’esuberanza e la tracotanza del suo autore zamonico, ovvero di Ildefonso de’ Sventramitis che, come saprai se hai letto le varie note del traduttore che si trovano nel libro, ama perdersi in voli pindarici, così da dimostrare la propria bravura e il proprio eclettismo. È vero, Ensel e Krete è un libro particolare, organizzato in maniera strana, ma va preso proprio così come si mostra: è stato volontariamente pensato come confusionario, come caotico, perché così è la Grande Foresta, e così è anche la mente di Ildefonso. Questo libro cattura, ed è diverso da tutti gli altri scritti da Moers (ammettiamolo, nessuno dei libri di Moers è simile all’altro, anzi) proprio perché è fatto per esserlo. Si tratta di uno spaccato di vita di questo stravagante scrittore zamonico, e altro non è se non un esercizio virtuoso fatto su una delle classiche fiabe zamoniche che, come precisa sempre l’autore anche in Rumo e i prodigi nell’oscurità, finiscono sempre male, anzi, peggio. Pertanto, ne consiglio assolutamente la lettura, così come faccio di tutte le altre opere di Moers, però questo libro non va iniziato con una chiara e precisa idea in mente: va preso così com’è, e si deve lasciarsi guidare totalmente dall’autore nella storia, abbandonati tra le sue mani.

    Piace a 1 persona

    1. Se paragonato col primo romanzo, in effetti “Ensel e Krete” mi è sembrato più frettoloso, in un certo senso. Ammetto di averlo letto una sola volta, ma non disdegnerei di rileggerlo, se lo trovassi di nuovo in giro (l’avevo preso in biblioteca). Magari può darsi che ulteriori letture mi facciano cambiare idea. Grazie comunque per il tuo commento da stimatrice. Fa sempre piacere avere punti di vista diversi.

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...