[Romanzo] L’isola dei demoni, di Ilaria Vecchietti

Per la prima volta da quando è nato il blog ho l’occasione di recensire un romanzo tutto italiano, inviatomi  dalla stessa autrice: L’isola dei demoni, di Ilaria Vecchietti.
Chi è curioso riguardo ai suoi romanzi e vuole saperne di più, può visitare il suo blog Buona Lettura.

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Scheda
Titolo originale: L’isola dei demoni
Autore: Ilaria Vecchietti

Genere: Fantasy
Numero di pagine: 323
Anno di uscita: 2017
Editore: Self Publishing

Lingua: Italiano
Per acquistare su Amazon: L’Isola dei Demoni

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Trama

Credete nel destino? È immutabile o si può cambiare? Qualunque sia la vostra opinione, sappiate che i destini di un giovane orfano, di una ragazza in cerca di vendetta, del figlio del sovrano del regno, di una principessa esiliata e di un guerriero potentissimo, si intrecciano tra loro e alla profezia più terrificante di Isola. Riusciranno insieme a svelare i misteri, a portare alla luce la verità e a riconoscere gli amici dai nemici? E soprattutto sapranno compiere la profezia, salvando il loro mondo e loro stessi?

Io, Nixo, affinché non si commettano in futuro gli stessi errori che hanno portato al sangue e al presente in cui vivo, voglio iniziare a scrivere questo Grimorio, che sarà tramandato e protetto dalla mia famiglia in tutte le generazioni a venire.

L’isola dei demoni presenta una trama lineare, sebbene non priva di sorprese.
La storia prende il via a Isola, nella Terra del Nord, uno dei quattro regni sorti dopo la sanguinosa guerra che ha portato il mondo sull’orlo dello sfacelo. Dalla guerra è sorta la casta dei Guerrieri, una delle più ambite e rispettate, ma arrivare a essere Guerriero è tutt’altro che semplice.
Anzitutto bisogna possedere almeno uno dei Doni, ovvero la capacità di manipolare gli elementi ed entrare in contatto con l’Aura, sia la propria che quella dei possibili avversari. Anche questo però non basta: è necessario superare degli esami. È proprio qui che sta la difficoltà maggiore, poiché le prove possono confondere, stordire, perfino avvilire e solo chi è davvero convinto va avanti.

Il primo personaggio di cui facciamo conoscenza è Elia di Rovere, un giovane orfano con poca esperienza ma dotato di grande determinazione. Laddove la sua “tigna” non è sufficiente, lo aiuta l’ottimismo, anche se a volte il troppo ottimismo diventa ingenuità e rischia di metterlo nei guai. Ne esce il quadro di un ragazzo dotato di buon cuore e fiducia nel prossimo, sicuramente degno di diventare un ottimo Guerriero, ma ancora un po’ troppo acerbo per il mondo che sta andando ad affrontare.
Elia si sta recando a Roccia, la capitale di isola, per affrontare il primo della lunga serie di esami per accedere all’accademia dei Guerrieri. Sulla strada fa la conoscenza di Rigoberto, un ragazzo che appare tanto dotato quanto misterioso.

E mistero è proprio la parola d’ordine di questo romanzo, poiché è chiaro fin dall’inizio che dietro alle azioni e alle parole di molti dei personaggi presenti, si celino verità spesso scomode. Prima fra tutte, proprio quella che riguarda le origini di Elia, che non ha mai conosciuto i genitori.
C’è mistero nelle azioni di Leandro, uno dei più potenti guerrieri di Roccia. C’è mistero sullo sterminio della famiglia della giovane Grigoria, da allora in cerca di vendetta, e mistero sulle origini di Senza Nome, che fa il suo ingresso come una Robin Hood al femminile.
Proprio le protagoniste femminili sono a mio avviso le migliori del romanzo; un po’ troppo impulsive forse, ma molto forti. Non perfette, ma soggette a istinti umani che le portano a commettere errori anche gravi, di cui devono poi pagarne le conseguenze.

La storia è raccontata in terza persona, attraverso il punto di vista di questi 5 personaggi. Su questo punto, iniziano quelle che sono un po’ le note dolenti del romanzo.

Lo stile

Il punto di vista è un po’ troppo ballerino, nel senso che salta spesso da un personaggio all’altro senza nessuno stacco, anche nella stessa scena. Questo balzare da una testa all’altra crea confusione e costringe a sforzarsi per capire chi stia pensando cosa.
Quando ci sono più personaggi PoV (point of view), è sempre meglio dedicare a ognuno di loro un diverso capitolo (come fa George R.R. Martin ne Le cronache del ghiaccio e del fuoco), o un diverso paragrafo. L’importante è che i punti di vista siano ben distinti l’uno dall’altro.

Altro discorso va fatto per l’infodump.
Nel primo capitolo, Elia sta raggiungendo la città di Roccia per essere ammesso all’esame che deciderà il suo destino.

[…] Infatti non tutti potevano accedere a quella particolare carriera militare. La condizione principale era avere il Dono di una delle Quattro Sorelle – divinità di quella magica, sperduta e sconosciuta terra che si trovava nel mezzo della Grande Acqua, chiamata dai suoi abitanti solamente col nome di isola.

Il Dono consisteva nell’immenso privilegio di manipolare a piacimento la propria aura, vale a dire l’energia vitale, fisica, emotiva, mentale e spirituale che ogni essere vivente possedeva fin dalla nascita. Tutti coloro che potevano vantarsi del Dono venivano chiamati Figli delle Dee, ma questo privilegio variava in base al periodo dell’anno in cui si nasceva, infatti le Quattro Sorelle – Primavera, Estate, Autunno e inverno – si alternavano il dominio della terra concedendo un’aura diversa ai nascituri.

Riversare sul lettore troppe informazioni tutte in una volta non è mai una buona idea. La scena subisce un pesante rallentamento e il lettore viene allontanato dalla storia principale, col rischio che si annoi. Senza contare che, dopo qualche pagina, quasi sicuramente avrà dimenticato tutto.
Meglio dosare le informazioni con piccoli dettagli alla volta, meglio ancora se mostrati in azione, di modo che al lettore rimangano bene impressi nella mente.

Infatti, ho notato che molte scene sono descritte, più che mostrate e c’è molta presenza di “vide” e “udì”, soprattutto nelle scene d’azione. Questi termini andrebbero evitati il più possibile poiché fanno l’effetto di un filtro che si frappone tra il lettore e i personaggi.
Ad esempio, “Guglielmo vide Goffredo morire sotto i colpi del nemico” suona distante, freddo. Il lettore deve fare uno sforzo per immaginare cosa stia realmente accadendo.
La lancia del nemico perforò il cranio di Goffredo prima che Guglielmo potesse raggiungerlo. Dalla nuca schizzarono fiotti di sangue che bagnarono il terreno“. E’ decisamente più macabra, ma molto più concreta.
Naturalmente si tratta di un esempio banale e bruttino, ma è solo per rendere l’idea. Più le immagini sono concrete, più il lettore sarà coinvolto nella storia.

In conclusione, i personaggi, la storia e i suoi misteri sono interessanti. Qualcosa di diverso sul panorama fantasy italiano, che si discosta dai soliti elfi bellissimi e nani riottosi. Tuttavia bisogna lavorare ancora un po’ sullo stile, per limare quelle imperfezioni che rischiano di vanificare il resto.
La buona notizia, è che non si tratta di qualcosa che non possa essere corretto con qualche accorgimento. Del resto si sa: il lavoro di scrittore è fatto del 20% di immaginazione e dell’80% di scalpello 😀

 Voto complessivo: Tre stelle Non c'è male

L'isola dei demoni coverChiunque desideri leggere il romanzo, può acquistarlo sul sito di Amazon a questo link L’Isola dei Demoni

Il blog di Ilaria è Buona Lettura.

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8 pensieri su “[Romanzo] L’isola dei demoni, di Ilaria Vecchietti

  1. Pingback: [Romanzo] L’Imperatrice della Tredicesima Terra, di Ilaria Vecchietti – BiblioteFantasy

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