[Film] Black Panther, di Ryan Coogler

Black Panther è un film di supereroi. Il diciottesimo di casa Marvel, uscito ben dieci anni dopo quel primo Iron Man che aveva aperto la strada all’invasione dei cinecomics.
Eppure, ora che l’ho visto, lo posso affermare con certezza: Black Panther è un film di cui il mondo aveva bisogno.

Alleluja al 2018 che ce l’ha finalmente donato.

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Scheda
Titolo originale: Black Panther
Regia: Ryan Coogler
Sceneggiatura: Ryan Coogler, Joe Robert Cole
Genere: Fantastico, Azione.
Produzione: USA
Anno: 2018

Cast: Chadwick Boseman (T’Challa); Lupita Nyong’o (Nakia); Danai Gurira (Okoye); Michael B. Jordan (Erik Killmonger); Letitia Wright (Shuri); Forest Whitaker (Kuri); Martin Freeman (Everett Ross); Andy Serkis (Ulisses Klaue).

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Trama

Dopo la morte del padre, il principe T’Challa torna in Africa per essere incoronato re di Wakanda.  Grazie all’enorme quantità di vibranio presente nel sottosuolo, nel corso dei secoli Wakanda è diventato un Paese prospero e ultra-tecnologico ed è proprio grazie alla sua avanzatissima tecnologia che è sempre riuscito a tenersi nascosto agli occhi del mondo. Con l’incoronazione, T’Challa beve il succo dell’Erba a forma di cuore, una pianta modificata dal vibranio che dona poteri straordinari e con essa diventa tutti gli effetti Black Panther, difensore di Wakanda, oltre che suo re.
Quando degli spietati mercenari mettono in pericolo la sicurezza di Wakanda, T’Challa deve dimostrarsi all’altezza dell’eredità del padre e li affronta con l’aiuto della sua ex fiamma Nakia, del generale e sua amica Okoye e della tecnologia messa a disposizione della sua geniale sorella, la principessa Shuri.  Presto, però, scoprirà che la protezione di Wakanda richiede scelte difficili e non sempre moralmente giuste.

Black Panther - Marvel

Chi si aspetta una trama un po’ diversa dal solito, potrebbe rimanerne deluso: mamma Marvel ha una formula ben definita e non si sbilancia nemmeno questa volta.
All’inizio della storia il protagonista è insicuro. Qualcosa gli fa guadagnare dei superpoteri, ma per poterli padroneggiare deve prima trovare sé stesso. Quindi si troverà ad affrontare una minaccia che metterà a repentaglio il suo mondo esterno e allo stesso tempo le sue convinzioni. Cercando dentro di sé, trova la forza di sconfiggere il nemico e potrà finalmente diventare il supereroe che è destinato ad essere. Condire tutto con una manciata di CGI e battute ironiche, come da manuale.
Chi è interessato a una trama diversa e più complessa, può anche fermarsi qui.

Ma per fortuna il film è molto più di questo.
Black Panther è anzitutto una gioia per gli occhi. Non tanto per le esplosioni, gli inseguimenti, le scenografie pazzesche (o per i suoi manzissimi interpreti, ndr), ma per i colori, caldi, vibranti, vivi, quasi fossero essi stessi dei personaggi.
E’ gioia anche per le orecchie, con una colonna sonora da brividi nella quale compaiono, tra gli altri, pezzi di Kendrick Lamar, The Weeknd e Vince Staples.

Black Panther è Africa. Pur essendo ambientato in un Paese fittizio, mostra l’ideale matrimonio tra la tecnologia più moderna e le antiche tradizioni africane. Wakanda rappresenta l’immagine di come potrebbe apparire un’Africa libera dalle oppressioni esterne e capace di affrontare di petto le lotte intestine. Un’Africa mistica, onirica, ma anche moderna e democratica. Madre dell’umanità e culla del futuro.

Black Panther women

Black Panther è Donne. E che Donne! Determinate, forti, intelligenti, indipendenti.
Nakia, interpretata dal premio oscar Lupita Nyong’o, è la ex-non-tanto-ex-fiamma di T’Challa, ma è soprattutto una spia che lavora in giro per il mondo per la difesa del suo Paese. Indipendente e determinata, non permette al suo amore per il re di distrarla dal suo lavoro.
La giovane principessa Shuri (Letitia Wright, già vista in Doctor Who e Black Mirror) è un genio della tecnologia, che avercene.
Le guardie reali, le Dora Milaje, sono tutte donne guerriere, sotto il comando del generale Okoye, interpretata dalla meravigliosa Danai Gurira (per la quale ho una girl crush pazzesca già dai tempi di The Walking Dead! ^_^ ).
T’Challa, diventato a tutti gli effetti re di Wakanda dopo un combattimento corpo a corpo e dimostratosi quindi il guerriero più forte, non  disdegna mai di chiedere consiglio alla saggia madre, di affidarsi alle geniali invenzioni della sorella minore e di farsi aiutare da Nakia. Mai una volta T’Challa mette in discussione il valore di queste donne. È un uomo forte, che sa prendere le sue decisioni, ma che non ha paura di ascoltare i consigli di chi gli sta attorno, di mostrare i suoi sentimenti, di sentire le proprie emozioni.
Utopistico, probabilmente, ma non per questo impossibile.

Black Panther T'Challa

Uno dei punti di forza del film è anche il suo protagonista, interpretato da un convincente Chadwick Boseman. T’Challa è un leader giovane e ancora acerbo che ricorda Simba de Il re leone. Ma è soprattutto un leader che è tale perché è in grado di mettere in discussione le sue stesse convinzioni per il bene di tutti, non perché macho o razzista, o misogino.
Divenuto re prematuramente e suo malgrado, si trova a dover fare i conti con un’eredità pesante, ma anche con le conseguenze delle scelte di chi lo ha preceduto, che stanno per ripercuotersi sul futuro di Wakanda.

Come nei drammi più consumati, è dal cuore del regno stesso che nasce il seme della sua possibile distruzione. Il villain Erik Killmonger (interpretato da Micheal B. Jordan), ha ragioni più che valide per il suo rancore. Il suo è il dramma reale che vivono milioni di africani, afroamericani e afroeuropei nel mondo. E’ il bisogno di riscossa e il desiderio di vendetta, che ne fanno un villain quasi shakspeariano come non si vedeva dai tempi di Loki.
La sua rabbia, trasformata in odio, rischia di mettere in pericolo la stabilità di Wakanda e del mondo intero.
Pur dotato di ricchezze e tecnologie da far invidia, Wakanda è infatti un Paese chiuso in sé stesso, geloso delle sue ricchezze e quasi cieco di fronte alle realtà drammatiche da cui è circondato. Per secoli Wakanda è rimasto in piedi grazie alla sua segretezza e ora tocca a T’Challa prendere la decisione più difficile: è possibile tenere ancora gli occhi chiusi quando milioni di fratelli e sorelle sono costantemente oppressi?

Black Panther T'Challa and Killmonger

Probabilmente negli USA Black Panther è stato pensato come un film “politico”, quasi un manifesto del movimento sociale afroamericano: Black Lives Matter.  I cinici diranno che la Marvel abbia voluto cavalcare l’onda anti-Trump, che mostrare donne combattenti sia un’astuta mossa per attirare il pubblico femminile e che il tutto sia stato confezionato ad arte per raccogliere quanti più consensi politically correct possibili… chissenefrega!

Black Panther è un film che parla di barriere? Vero. Grida “orgoglio nero” in ogni scena? Sì, e rende praticamente superflua la “presenza bianca” dei seppur ottimi Martin Freeman e Andy Serkis. Ma un film dal successo strepitoso, che ha guadagnato più di un miliardo di dollari in tutto il mondo compresa la Cina, non può essere relegato a film di categoria etnica. Questo successo planetario dimostra invece che, nonostante i timori dei produttori, il mondo è più aperto di quanto credano.

Black Panther è un divertissment senza troppe pretese, rivolto a un pubblico dal palato non troppo raffinato, eppure dimostra che il mondo è più che mai in cerca di eroi nuovi, più umani, più umili, e chissenefrega di che colore sia la loro pelle o quale sia la loro cultura. Perché è dei leader oppressori, guerrafondai e narcisisti che il mondo ha paura, non dell’orgoglio degli oppressi.
Il fumetto di Black Panther è stato pubblicato nel 1966, in piena epoca di segregazione razziale; ci sono voluti “soltanto” 52 anni per riuscire ad averne un film. Meglio tardi che mai. Il 2018 ha dimostrato non tanto che il mondo fosse pronto a riceverlo, ma che mai come oggi se ne sentiva davvero il bisogno.

Voto complessivo: Quattro stelle Eccellente


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8 pensieri su “[Film] Black Panther, di Ryan Coogler

  1. Il Black Panther è anche stato un “protagonista” del periodo delle tensioni etniche negli Stati Uniti d’America quando l’esempio che era proposto nei fumetti era agli antipodi di quello che il movimento “Black Panthers” predicava nelle strade. Questo personaggio, come il “Falco” degli Avengers e Luke Cage, ha saputo imporsi come uno dei supereroi neri più importanti della scuderia Marvel.

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