[Romanzo] Quando il diavolo ti accarezza, di Luca Tarenzi

All’inizio ero indecisa se leggere Quando il diavolo ti accarezza, di Luca Tarenzi.
Quando si ha un’ampia lista di libri da leggere e poco tempo per farlo, non è mai facile scegliere da dove iniziare e cosa “sacrificare”. Probabilmente, avrei lasciato perdere se non avessi letto delle ottime recensioni e se il romanzo non fosse stato ambientato nella “mia” Milano, cosa che mi ha incuriosita parecchio.
Alla fine, mi sono comunque decisa, e se c’è una cosa che mi fa più piacere del trovare un romanzo che mi piace, è trovare un romanzo capace anche di abbattere i miei pregiudizi.

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Scheda
Titolo: Quando il diavolo ti accarezza
Autore: Luca Tarenzi
Genere: urban fantasy
Numero di pagine: 358
Prima pubblicazione: 2011
Editore: Salani
Lingua originale: Italiano

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Trama

Il terribile demone Arioch è stato evocato. Il suo compito è unicamente quello di uccidere Sofia, una ragazzina che negli ultimi tempi è afflitta da sonnambulismo e strane visioni. Prima che il rito sia concluso, Arioch viene attaccato da un angelo che lo vuole morto. Ancora indebolito, lo affronta e si salva solo grazie all’intervento involontario di Lena.
Uscita nella pioggia alla ricerca di Sofia, Lena carica sulla sua macchina il demone e, sebbene intimorita, gli presta delle cure. Lena sa che di un demone non ci si può fidare e non può permettere che Arioch uccida la sua amica, ma quando guarda nei suoi occhi scuri e intensi non può far a meno di sciogliersi…

“E’ come nascere”.
Fu questo il primo pensiero di Arioch quando venne sulla Terra in una notte d’autunno, figlio di una coltellata e di un pugno di sillabe arcane.
Solo che nascere probabilmente faceva meno male.
Sorse dal cemento della pavimentazione senza spaccarlo, rosso e luccicante del sangue che vi era stato appena versato. E, come per ogni creatura appena nata, la sua prima parola fu un urlo, che echeggiò nel tunnel della metropolitana e fino alle volte della stazione deserta che si apriva lì a pochi metri. Poi crollò in ginocchio.

Il mio rapporto con il fantasy italiano è complicato. Non sono tra quei recensori che si divertono a “smontarlo”, ma non ne sono nemmeno un’estimatrice.
C’è da dire che anche gli editori italiani non sembrano sforzarsi molto a promuovere quei (rari) autori che hanno davvero del potenziale. Un esempio è Luca Tarenzi, che ho scoperto solo  recentemente e per puro caso. Sebbene sia pubblicato da Salani, neanche lontanamente il suo nome viene pubblicizzato tanto quanto le varie Troisi o Strazzulla del momento. Eppure basta leggere poche righe di questo suo (quarto) romanzo per avere subito ben chiaro che ci si trova di fronte a un autore molto più meritevole.

Milano vista di piazza Vetra
La basilica di San Lorenzo e Piazza Vetra a Milano.

Al di là della Milano grigia e laboriosa che tutti conosciamo, c’è un’altra Milano, popolata da angeli, rephilim e djinn. E c’è  un’altra Milano ancora, oscura, sovrannaturale, che non ha dimenticato gli orrori che si sono consumati sulle sue strade nel corso dei secoli. Nei Sotterranei regnano demoni, streghe e le anime di coloro che sono stati torturati e bruciati nell’antica Piazza Vetra in piena Inquisizione.

Questa ambientazione urbana e contemporanea, nella quale si svolgono lotte tra esseri dell’altro mondo, ricorda film come Costantine e il romanzo Nessun Dove di Neil Gaiman, a cui lo stesso autore ha ammesso di essersi ispirato. Il fatto che Tarenzi conosca e ammiri Gaiman è per me un altro punto a suo favore.
Tuttavia non bisogna pensare che la storia di Quando il diavolo ti accarezza sia una scopiazzatura. Forte di una laurea in scienze delle religioni, Tarenzi dimostra di conoscere bene l’argomento e sa gestirlo in maniera egregia. Le creature sovrannaturali non appaiono mai un pretesto inserito a forza nella storia e hanno caratteristiche più simili a quelle narrate nell’Antico Testamento che agli stereotipi partoriti da Hollywood.

Il punto di vista è ben gestito e suddiviso su diversi personaggi. All’inizio la trama può apparire quindi sfaccettata ma, capitolo dopo capitolo, i pezzi si congiungono e si incastrano in maniera logica e avvincente, fino allo scontro finale.

Personaggi

Arioch è potente e bellissimo, premesse che avrebbero potuto far cadere il personaggio in un becero cliché. Inoltre, il demone avrebbe potuto concludere la sua missione in cinque minuti senza tanti complimenti, rendendo il resto del romanzo un inutile brodo allungato. Invece, l’interruzione del rito con cui è stato richiamato in vita e le successive cure maldestre di Lena, rendono Arioch un demone vulnerabile, quantomeno nei confronti dei nemici che di lì in avanti cercheranno di fargli la pelle.
La sua bellezza e il suo fascino da “bad boy” sono usate con una buona dose di ironia; un’ottima soluzione, che fa “digerire” il lato romance anche a chi non è amante di questo genere. Il rapporto con Lena diventa via via sempre più tenero e romantico, ma non scade mai nel drammatico o, peggio, nel patetico.
Un’altra delle ragioni è sicuramente il carattere della protagonista.

Dimenticate le eroine fragili e “debosciate”: Lena è una ragazza moderna che sa il fatto suo. Studentessa di veterinaria, lavora duramente per pagarsi gli studi e l’affitto del piccolo appartamento in cui vive da sola. Lena è indipendente, autonoma, anche orgogliosa, dato che è disposta a qualsiasi sacrificio pur di non chiedere un soldo ai genitori. Pur essendo lei stessa molto giovane, con l’amica Sofia (e con la di lei sprovveduta madre) si comporta come una sorella maggiore più che come un’amica, e con entrambe è molto protettiva. I suoi sentimenti per il demone non le impediscono di affrontare qualsiasi pericolo pur di impedirgli di ucciderla.
Come se non avesse già abbastanza problemi, si trova suo malgrado coinvolta nell’eterna lotta tra il bene e il male, sebbene finirà presto con lo scoprire che non sempre i confini sono così netti come siamo abituati a pensare.

Gli angeli sono le figure più complesse, affascinanti e oscure della storia. Perennemente in conflitto tra il dovere di obbedire agli ordini supremi e il desiderio di ribellione, rappresentano spesso una minaccia per le altre creature, demoni e umani compresi.

Angelo wallpaper

Oltre ad Arioch e Lena, ci sono parecchi altri personaggi interessanti e ben delineati ma è difficile entrare nel merito di ognuno di loro senza rischiare di spoilerare troppo.
Quelli che mi hanno colpita di più sono il demone Azazel (vive sulla Terra ormai da così tanto tempo da essersi quasi del tutto umanizzato), Settala (un omino che lavora come meccanico ed è capace di aggiustare qualsiasi cosa, dai macchinari agli esseri umani) e
Khaled (un djinn originario della Giordania che lavora come kebabbaro. A causa della sua natura, riesce involontariamente a sentire le voci degli angeli).

Stile dell’autore

Oltre a fare di Khaled un personaggio ben delineato e realistico (poteri sovrannaturali a parte), l’autore usa i suoi poteri come espediente per mettere i lettori al corrente di ciò che Arioch e Lena non possono vedere, evitando così eccessivi infodump o dialoghi artificiosi.
Lo stile di Tarenzi è molto snello e diretto. Le descrizioni non si dilungano mai eccessivamente e gli eventi sono mostrati in maniera efficace, con un forte impatto visivo.

[Lena] Fissò il citofono: i tasti erano divisi per piani, e su quello della sua amica ce n’erano altri cinque. Li suonò tutti in sequenza e una voce rispose subito “Sì?” tanto in fretta da farla sobbalzare. Una voce maschile, giovane, dura.
“E ora che cazzo gli dico?”
“Senta… c’è qualcuno nel palazzo, al suo piano, in uno degli appartamenti…”
Il portone si aprì immediatamente con un clock! che rimbombò nel silenzio della notte, e nello stesso istante lena colse con la coda dell’occhio un’ombra che attraversava a volo la strada, dieci metri sopra di lei, dalla facciata del palazzo di fronte a quella che le stava davanti, e scompariva subito dietro un angolo. Il cuore le perse un battito.
L’ascensore sembrò metterci ore, e quando si aprì sulla penombra del pianerottolo Lena si precipitò alla porta dell’amica e la prese a pugni.
“Sofia! Sofia!”
La porta si aprì di botto facendole perdere l’equilibrio. Cadde in avanti e annaspò nel buio, ma subito un braccio la afferrò di traverso sul petto e si ritrovò schiacciata di schiena contro il torace di qualcuno, mentre la porta si chiudeva con un tonfo dietro di lei. Si sentì premere qualcosa di freddo e duro contro il collo, fece guizzare gli occhi e intravide la canna di una pistola. L’istinto di scalciare e quello di paralizzarsi lottarono per un nanosecondo, poi il secondo ebbe la meglio.
“Stai ferma” intimò una voce dietro la sua testa. Era la stessa che aveva risposto al citofono.

Il suo stile è insomma molto più anglosassone che italiano e mi duole ammettere che lo dico come un complimento.

Una menzione speciale devo farla alle citazioni sparse nel corso della storia, non solo del romanzo di Neil Gaiman, ma anche di serie tv come True Blood, Supernatural e Doctor Who; mi hanno fatta sentire un po’ in territorio familiare, quasi quanto le descrizioni della strade di Milano 🙂

In conclusione, mi sono divertita molto a leggere Quando il diavolo ti accarezza. La “scoperta” di Tarenzi mi ha fatto molto piacere e mi ha invogliato a leggere gli altri suoi libri.

Voto complessivo: Tre stelle e mezzo Ottimo lavoro


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3 pensieri su “[Romanzo] Quando il diavolo ti accarezza, di Luca Tarenzi

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