[Film] La forma dell’acqua, di Guillermo del Toro

Quando di un film se ne parla tanto e riceve critiche entusiaste (quasi) ovunque, quando il regista gode già di un’ottima fama e il suo film in questione viene nominato a ben 13 Oscar, quando ne vince 4, di cui uno per il miglior film… be’, direi che le aspettative crescono tantissimo.
E’ quello che quest’anno è successo con La forma dell’acqua, acclamatissimo film di Guillermo del Toro.

Ma se poi il film non si rivela all’altezza delle aspettative? Sono due ore di noia e disappunto.

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Scheda
Titolo originale: The shape of water
Regia: Guillermo del Toro Toro
Sceneggiatura: Guillermo del Toro, Vanessa Taylor
Genere: Fantastico / Romantico
Produzione: USA
Anno: 2017

Cast:  Sally Hawkings (Eliza); Octavia Spencer (Zelda); Doug Jones (l’anfibio); Michael Shannon (Strickland); Richard Jenkins (Giles); Michael Stuhlbarg (Dr. Hoffstetler)

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Trama

Stati Uniti, anni ’60. Eliza è muta dalla nascita e lavora come donna delle pulizie in un laboratorio scientifico. I suoi unici amici sono il vicino di casa Giles, un anziano pubblicitario gay discriminato sul lavoro e la collega Zelda, afroamericana, soffocata da un matrimonio infelice. La quotidianità di Eliza cambia quando uno strano essere anfibio viene portato al laboratorio e rinchiuso come un animale. Solo Eliza riesce a comunicare con lui e a capire la umanità dietro al suo aspetto bizzarro.

La forma dell'acqua - Eliza

Quando ci si trova a criticare un’opera pluripremiata e osannata all’unanimità da critica e pubblico, si finisce sempre col passare per degli snob che credono di fare i “fighi” andando controcorrente.
Non è il mio caso. Ho sempre amato molto i film di Guillermo del Toro, perfino il tanto bistrattato Crimson Peak, che ho sempre trovato sottovalutato e incompreso.
Per questo film avevo grandi aspettative: speravo davvero in una storia che facesse sognare e riflettere e perché no, anche piangere a profusione. Perché, ammettiamolo, è un po’ quello che ci si aspetta dalle storie di amori impossibili e contrastati.
Invece, ho trovato banalità, cliché e noia. Tanta noia.

L’inizio del film mi ha ricordato molto quel cinema francese che andava di moda qualche anno fa. In particolare quello di Jean-Pierre Jeunet con il suo piccolo capolavoro Il favoloso mondo di Amélie.
Proprio come Amélie, Eliza ci viene presentata come una donna sognatrice, che vive in un mondo suo e si prende cura del vicino che, come lei, è costretto a vivere ai margini della società. E, come Amélie, La forma dell’acqua si presenta come una fiaba moderna; tutt’altro che realistica, ma a suo modo molto romantica. Le analogie, però, finiscono qui.

Il regista del Toro ha definito la storia di La forma dell’acqua “assurdamente semplice”. Non ho nulla contro le storie molto semplici, quando accompagnate da personaggi ben costruiti e da una fotografia straordinaria. Il problema, in questo caso, è che la fotografia non è sufficiente a nascondere una trama di una banalità disarmante.
Inoltre, se Amelie era circondata da personaggi bizzarri, eppure complessi nelle loro “paturnie quotidiane”, qui i personaggi sono così piatti e stereotipati da sembrare delle figure di cartone riciclate.

Grazie soprattutto all’interpretazione delle ottime Sally Hawkings e Octavia Spencer, Eliza e Zelda sono le uniche ad avere un minimo di spessore. Il resto è un’accozzaglia di cliché.
Il vicino di casa di Eliza, Giles, costretto alla solitudine e all’emarginazione nonostante tutti i suoi sforzi, si dimostra in genere sensibile e intelligente, salvo poi comportarsi come un vecchio  rimbambito ogni volta che serve a portare avanti la trama.
Il colonnello Richard Strickland, a capo del laboratorio dove viene rinchiuso l’anfibio, ce la mette tutta per essere eletto il cattivo più bastardo dell’anno e ci riesce egregiamente fin dal primo minuto. Ogni sua espressione grida “io sono il Kattivo™ e sono qua col solo scopo di distruggere l’amore dei due piccioncini. La mia motivazione? Perché sì! MUAHAHAHAHAH!”

La forma dell'acqua - Shannon

Invece di farmi temere per i protagonisti, mi ha fatto ridere. Arrivista, viscido, cinico, sadico, razzista, sessista… praticamente mancava solo che gli mettessero un cartello al collo con su scritto “villain”, nel caso temessero non fosse abbastanza chiaro.

Monty Python scena ufficiali Gestapo
Poteva poi mancare poi lo scienziato a cui viene ordinato di uccidere il “mostro” ma si trova combattuto perché ne ha visto l’umanità, eccetera, eccetera? Infatti non manca.
E l’anfibio, oggetto del grande amore della protagonista? Caruccio quel tanto che basta per poter far esclamare “che teeeeeenero”, ma niente di più. Comunque è sempre bello vedere in azione il bravissimo Doug Jones, l’attore più famoso di cui nessuno conosce la faccia.

I ruoli di Doug Jones

Tutti questi personaggi hanno ben poco movimento nella storia poiché ognuno ha il suo ruolo ben definito da cui non si libera mai. Non ci sono zone grigie, sfumature o dubbi. Sembra di assistere a una partita di “ruba bandiera”, dove i giocatori sono divisi in due squadre. Da una parte abbiamo i buoni buoni, dall’altra i cattivi cattivi. I primi sono tutti a loro modo “diversi” e quindi discriminati e maltrattati dai secondi. E questi ultimi sono cattivi perché… be’, ma perché sono cattivi, no? Punto.

Su ammissione dello stesso del Toro, il film si ispira a un b-movie horror degli anni ’50, Il mostro della laguna e infatti i riferimenti sono chiari. A differenza della vecchia pellicola, però, in cui tutto ciò che era “estraneo” veniva considerato orrendo e cattivo (la creatura mostruosa doveva essere una sorta di metafora per comunisti e neri), qui i ruoli si invertono. Qui il mostro è proprio il sogno americano vecchio stampo. Bianco, puritano, apparentemente perfetto. Sogno americano incarnato da Strickland e dalla sua famiglia, un’inquietante rappresentazione umana delle immagini pubblicitarie tipiche di quell’epoca (a cui, non a caso, lavora Giles). Se proprio vogliamo andare a cercare il pelo nell’uovo, sembra quasi un’ammonizione del messicano del Toro a quello slogan repubblicano attuale che grida “Make America great again”. Dove per “great” intendono appunto quell’America in pieno boom economico, ma allo stesso tempo in piena segregazione razziale.
Non ho nulla contro il messaggio del film, anzi, solo avrei preferito fosse un po’ più sottile e irriverente. Invece è talmente telefonato da dare fastidio come lo squillo di un cellulare in sala durante la proiezione.

La forma dell'acqua - Eliza e la creatura

In conclusione, mi dispiace dover ammettere che questo film non mi è piaciuto quasi per niente. Belle le immagini, quello sì. Del Toro si dimostra come sempre molto abile e capace di creare delle atmosfere incantevoli come pochi altri registi. Amo anche il suo essere dalla parte dei “diversi” (di qualsiasi tipo) e apprezzo lo sforzo di aver portato sullo schermo una figura femminile atipica e molto lontana dall’immagine di Barbie hollywoodiana a cui siamo fin troppo abituati.

Ma questa volta a me non è bastato.

Voto complessivo: Due stelle e mezzo Intelligente ma non si applica


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9 pensieri su “[Film] La forma dell’acqua, di Guillermo del Toro

  1. Ho amato Crimson Peak, ma non ho visto questo film, complici diverse recensioni che sottolineavano i punti critici che hai messo in luce. Quando capita di dover analizzare opere tanto osannate ci si sente sempre un po’ in imbarazzo, però, secondo me, critiche oneste come la tua (che è anche molto piacevole da leggere) sono necessarie.

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  2. Vorrei aggiungere qualcosa, ma hai già detto tutto. Sono d’accordo al 100%.
    Peccato.
    E sono anche un grande estimatore di Michael Shannon, che tuttavia riesce a passare da film eccellenti a pellicole come questa.. (se non li hai visti DEVI vedere Take Shelter e Animali Notturni).
    Purtroppo temo che ormai i messaggi “telefonati” siano gli unici messaggi che riesca a cogliere il pubblico, quando arrivano li accolgono come dei messaggi carichi di significato. Ma questo perché se gli piazzi un messaggio, come dici tu, sottile e irriverente, la maggior parte dei fruitori non lo coglierebbe.

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    1. In effetti, non avevo considerato questo limite. A pensarci bene, il messaggio di Crimson Peak era molto più sottinteso e infatti non è stato quasi per nulla compreso. Probabilmente, del Toro ha pensato di doversi adeguare di conseguenza. Che amarezza, però.

      Grazie per i film consigliati. Non li ho mai visti, ma avevo Animali notturni già in lista: ne ho sentito parlare molto bene.

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  3. La trama non è proprio il suo forte, ma a me non è dispiaciuto questo film: non diventerà uno dei miei preferiti, ma ha una bellezza di fondo che non mi ha lasciato indifferente. Poi leggendo recensioni in giro ho scoperto che c’erano alcuni “messaggi” che non avevo capito per niente, quindi credo che dovrei rivederlo con più attenzione…

    "Mi piace"

    1. Visivamente penso anch’io che sia stupendo, come tutti i film di del Toro, del resto. Anche le trame di solito non sono il suo forte, ma in questo caso l’ho trovata un po’ troppo già vista e non sono riuscita a lasciarmi guidare dal resto 😦

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