[Romanzo] L’Imperatrice della Tredicesima Terra, di Ilaria Vecchietti

Oggi torno a parlare di un romanzo di Ilaria Vecchietti, del blog Buona Lettura. Per la precisione, questo è il romanzo d’esordio di Ilaria, scritto nel 2015.

Qualche tempo fa avevo già recensito il suo secondo romanzo L’Isola dei demoni. Chi fosse interessato e volesse saperne di più, può visitare il suo blog Buona Lettura.

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Scheda
Titolo originale: L’isola dei demoni
Autore: Ilaria Vecchietti
Genere: Fantasy
Numero di pagine: 420
Anno di uscita: 2015
Editore: Aletti Editore (Collana “Gli Emersi – Narrativa”)
Lingua: Italiano

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Trama

Sono trascorsi mille anni dalla scomparsa di Asteria, l’Imperatrice della Tredicesima Terra, mandata dalle Antiche Divinità delle Stelle per fermare la guerra millenaria che flagellava il Mondo Conosciuto. In quei lunghissimi secoli le Terre Libere hanno portato avanti una debole resistenza alla sete di potere e di dominio del loro comune nemico… e sarà proprio in quel periodo che una ragazza, senza memoria del suo passato e della sua identità, verrà salvata dalla sua strana prigione. Sul suo corpo dodici diversi simboli che sembrerebbero rappresentare le Antiche Divinità delle Stelle. Messa al corrente della situazione attuale, inizierà un lungo viaggio (e non solo nei dodici regni, ma anche nel tempo) alla ricerca di se stessa e del suo posto nel mondo. Inoltre sarà incaricata dal Tramite della Fonte di Luce di ritrovare Asteria… l’unica che potrà salvare nuovamente il Mondo Conosciuto.

Fantasy Elf

Dopo quasi dieci anni di assenza Sheratan era di ritorno nella sua patria, il Regno del Sole. Era partito con sua nonna Svetlana, una guaritrice ormai molto avanti con gli anni, ma ancora arzilla e piena di vita. Se n’era andato quando era ancora un ragazzino, dopo la notizia della morte del padre, avvenuta in guerra contro i ciclopi.

Il Mondo Conosciuto è un luogo dove regni abitati da razze variegate confinano tra loro. La storia prende inizio nel Regno del Sole, abitato perlopiù da Umani, per poi spostarsi nei Regni abitati da elfi, fauni, ninfe, ciclopi, nani e perfino sirene e tritoni.

All’inizio della storia conosciamo Sheratan, un giovane in viaggio con la nonna Svetlana. Una notte si rifugiano in una grotta, dove trovano una ragazza racchiusa in una lastra di ghiaccio da chissà quanto tempo. Misteriosamente le mani di Sheratan sciolgono il ghiaccio e liberano la ragazza, la quale però non ricorda nulla della sua vita, né come sia finita intrappolata nel ghiaccio. Solo di una cosa è certa: prima del suo lungo sonno nel cielo brillavano le stelle, mentre per Sheratan e Svetlana le stelle non brillano più… da secoli, ovvero da quando Asteria, l’Imperatrice del mondo Conosciuto, è stata uccisa dal Dio Oscuro che da allora domina su tutti i regni.

La storia è raccontata in terza persona, con protagonista Sole (nome che le danno il ragazzo e sua nonna, in attesa che recuperi la memoria). Dal momento del suo risveglio, inizia per lei un lungo viaggio alla ricerca dei cavalieri che un tempo combattevano al fianco di Asteria, uccisi dal Dio Oscuro e reincarnatisi secondo il volere del destino. Soprattutto, però, sarà un viaggio alla ricerca di sé stessa e alla scoperta del suo passato, fino alla battaglia finale contro il male.
La ricerca dei cavalieri da parte di Sole occupa buona parte del romanzo. Con coraggio, la protagonista affronta il viaggio da sola, anche nelle terre più impervie e non si tira mai indietro quando la situazione richiede fatiche e combattimenti. Infatti, il rispetto che i cavalieri provano per lei, se lo guadagna sul campo.
In più di un’occasione però, mi è sembrato che Sole uscisse un po’ troppo facilmente dai pericoli, risvegliandosi in una stanza dopo essere stata salvata da qualcuno. Avrei preferito un po’ più di conflitto in queste situazioni.

Durante il viaggio si incontrano creature molto variegate. Non mancano elfi bellissimi e nani, ma troviamo molte altre creature che raramente compaiono nei fantasy italiani, presi in prestito dalla mitologia greco-romana.
La brevità del romanzo non permette purtroppo di approfondire le diverse culture di queste razze, ma è comprensibile: per approfondirle tutte, ci sarebbero voluti almeno dieci libri. ^_^

Oroscopo L'imperatrice della tredicesima terra

Lo stile

Per quanto riguarda lo stile ho trovato più o meno gli stessi punti deboli che avevo riscontrato in L’isola dei demoni, ovvero un punto di vista che salta da un personaggio all’altro all’interno di uno stesso paragrafo, oltre che una larga presenza di infodump.
Ho trovato, in particolare, che il prologo fosse un po’ troppo rivelatore riguardo agli eventi più importanti del passato di Asteria. Sarebbe meglio rivelarli a poco a poco nel corso della storia, facendo in modo che i lettori li scoprano insieme a Sole.
Lo stesso discorso vale per i ricordi dei personaggi. Essi rivelano quello che c’è da sapere su di loro, ma non devono essere troppo lunghi o dettagliati. Primo perché rallentano molto la lettura, poi perché “sbrodolano” sui lettori una gran quantità di informazioni che poi rischiano di dimenticare. Meglio fare in modo di rivelare solo quello che conta davvero per la storia e farlo nella maniera più “attiva” possibile, di modo da creare un’immagine vivida nei lettori.

Anche qui, molte scene sono raccontate più che mostrate e ho notato una presenza massiccia di domande retoriche, come in questo passaggio al capitolo due:

Cosa le era successo di così drammatico? E più ci pensava più sorgevano altre domande. Cos’erano quei tatuaggi sul suo corpo? Erano davvero i simboli delle Costellazioni? Perciò era veramente Asteria? E se così fosse perché se ne era andata? Perché aveva abbandonato il Mondo Conosciuto? Perché aveva lasciato il suo popolo? Perché non era tornata a difenderlo dal Dio Oscuro? Quanti innocenti erano morti nel corso di quei mille anni perché lei era stata così egoista da pensare solo a sé stessa e andarsene? E quanti ne sarebbero morti ancora prima che tutto fosse finito?

Le domande retoriche andrebbero, anzi, vanno sempre evitate. Oltre a non apportare nulla alla storia, danno l’impressione che sia lo stesso autore a porsi quelle domande, dimostrando di non avere ancora le idee chiare.

In questa scena nello specifico, è comprensibile che Sole abbia le idee confuse dopo essere stata risvegliata dal suo “sonno” millenario, ma riversare sul lettore una sfilza di domande non è mai una buona soluzione. In quel frangente, tutte le domande che si pone Sole sono le stesse che si pone il lettore, quindi diventano ridondanti oltre che pleonastiche. L’autore deve sempre tenere a mente che il lettore cerca risposte, non domande.

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In conclusione, ho trovato L’imperatrice della Tredicesima Terra più ingenuo rispetto a L’isola dei demoni, sebbene sia comprensibile, dato che si tratta del primo romanzo dell’autrice, scritto qualche anno prima.
Tuttavia, si riscontrano quegli elementi che caratterizzano il suo stile anche nel romanzo successivo, come i temi legati alla natura e la presenza di protagoniste forti e indipendenti. Più non posso dire, per non rischiare spoiler.
Consigliato a chi è affascinato dalla mitologia europea antica, con un pizzico di spirito new age.

Voto complessivo: Tre stelle Non c'è male

Il blog di Ilaria è Buona Lettura.


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12 pensieri su “[Romanzo] L’Imperatrice della Tredicesima Terra, di Ilaria Vecchietti

    1. Grazie Palombaro.
      Capisco la tua frustrazione perché la condivido.
      Purtroppo l’infodump è una piaga che colpisce spesso anche i “professionisti”.
      E’ una cosa che mi manda in bestia perché imparare a scrivere bene costa tempo, fatica e frustrazioni. Si leggono romanzi ben scritti cercando di imparare, si studiano manuali, eppure anche così alcuni errori possono scappare. Anche dopo che si è “limato” un romanzo/racconto per mesi, editing dopo editing.
      Ma lo si fa perché scrivere bene dà soddisfazione e ancora di più la dà leggere romanzi scritti bene. E poi… BAM! Spunta fuori il libro dell’autore-famoso-tal-dei-tali, che sembra scritto con i piedi. :-/ Come se non bastasse, il libro ha pure successo e viene elogiato dalla critica.

      Si scrivono recensioni o articoli nei quali si demonizzano infodump ed errori simili, ci si scambia consigli tra esordienti, e tutto sfuma nel nulla solo perché una casa editrice non si è presa la briga di fare il proprio lavoro. Tanto il pubblico apprezza lo stesso.
      E’ svilente, ma che ci vuoi fare? Teniamo la testa alta e andiamo avanti.

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      1. Vero! Anche a me ogni tanto scappa la mano, ma mi sforzo. Eccome se mi sforzo. Al contrario dell’autore-famoso-tal-dei-tali e degli “editori” che lo lanciano.

        È vero che il pubblico apprezza lo stesso, ma io credo in un karma libresco… nel senso che così facendo, a lungo andare, gli “editori” di cui sopra ci perdono (e noi tutti, purtroppo). Il mercato si deprime invece di ampliarsi, come se non fosse già abbastanza ristretto (e gli editori già abbastanza indebitati).

        Il fatto è che chi apprezza l’autore-famoso-tal-dei-tali ha letto solo quello o poco altro, perché imboccato. Voglio dire… se tizio lesse Pratchett o Stroud, non potrebbe che preferirli alla Troisi. O sbaglio?

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        1. Capisco il tuo ragionamento: se uno ha sempre mangiato cacca pensando fosse cioccolato, il giorno che dovesse mangiare il cioccolato vero dovrà preferirla per forza alla cacca, no? Ecco… no. Non sempre, almeno. Credo che alcuni, pur di non ammettere di aver mangiato una schifezza per anni, giurerebbero che la cacca è una bontà! La mente umana è affascinante! 😉

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          1. È verissimo ciò che dici. Facendo un parallelo culinario, mi ricorda come mangiano in America. Salse e pastrocchi ovunque per coprire il gusto autentico del cibo, invece di usare materie prime di qualità e valorizzarle; percolato di acqua sporca invece del caffè; boloney al posto della mortadella; pizza con le sottilette; panini di zucchero e chimica… e queste persone, quando assaggiano un ingrediente per ciò che è, restano spiazzate.
            Capita che il cioccolato non piaccia ai mangiamerda, sopratutto ai primi assaggi. Per fortuna, però, il ritorno alle origini e alla qualità che sta interessando la cucina e il modo di mangiare (soprattutto da noi. Ricordo quando i fast food andavano molto, molto di più e il livello dei locali era infinitamente più basso) confermano che, alla lunga, la qualità si afferma da sola. Alla lunga però…

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  1. Ciao!
    Grazie davvero molto per questa bellissima recensione del mio libro.
    E grazie anche per i consigli, molto preziosi e che terrò ben presente per correggerlo in futuro per una possibile nuova edizione.
    Sei stata davvero gentilissima nel leggerlo e spiegare ciò che non ti ha convinto.
    Un bacione!

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