[Romanzo] Shameland, di Stefano Caruso

Da amante del fantasy non posso non riconoscere che questo è uno dei generi dove i cliché sono più diffusi e abusati. Diciamo la verità: quante storie fantasy tra le più famose non hanno tra le loro fila signori oscuri con ambizioni di dominio sul mondo, giovani prescelti destinati a sconfiggere il male, anziani maghi/stregoni che fanno da mentori, aiutanti molto più in gamba del prescelto ma comunque destinati a fargli da spalla per il semplice motivo che l’autore ha deciso così? E potrei andare avanti.
Con mio grande stupore (e orrore) ho potuto constatare che molte persone ritengono addirittura necessari questi elementi per classificare una storia come di genere fantasy. Una grandissima sciocchezza.

Stanco di queste storie trite e ritrite è anche Stefano Caruso, autore di Shameland. un romanzo/parodia che si fa beffe dei cliché e di quegli autori o aspiranti tali che ancora ne abusano.
Se siete interessati, potete leggere anche l’intervista che Stefano ha rilasciato a Bibliotefantasy il mese scorso.

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Scheda
Titolo originale: Shameland
Autore: Stefano Caruso
Genere: Fantasy parodistico
Numero di pagine: 218
Anno: 2018
Editore italiano: Self Publishing
Lingua originale: italiano

Compra su Amazon: Shameland

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Trama

Il Signore Oscuro™ riceve una profezia: è nato Il Prescelto™, colui che un giorno è destinato a mettere fine ai suoi piani diabolici. Bene. Un’ottima occasione per guadagnare punti nel torneo Evil’s League e per diventare finalmente il signore oscuro più cattivo di sempre.
Voldemort, Sauron, Galbatorix… da anni tutti in lotta nella Evil’s League.  Chi ha più possibilità di vincere? Quello col piano più idiota, ovviamente.
Ma i piani di un cattivo non vanno mai come pianificati e per il Signore Oscuro™ la coppa Evil è più lontana di quanto sembri…

Il Signore Oscuro™ osservò la marmaglia di orchetti entrare nella sala del trono e disporsi in tre file disordinate al centro.
Erano brutti, con facce storte e dalla carnagione che variava dal verdognolo al nero. “Non avrei dovuto mandare in pensione i minotauri…” pensò portandosi una mano al volto.

(Incipit)

Come si può intuire, la storia di Shameland è una parodia nonsense che non si prende affatto sul serio. Questo il romanzo mi ha ricordato Blart di Dominic Barker e il più famoso Il signore dei tranelli, entrambe storie che si prendevano gioco de Il signore degli anelli e di tutte le pallide imitazioni pubblicate successivamente.

In Shameland però, la trama è a mio avviso l’elemento più debole. Lo stile scorrevole dell’autore permette di scivolare velocemente tra le pagine e le scene si susseguono una dopo l’altra incalzanti e ricche di eventi, ma arrivati a metà del romanzo ci si rende conto che l’unico scopo di queste scene è quello di intrattenere e divertire senza però portare da nessuna parte.
Verso il finale i colpi di scena non mancano, ma il resto della storia non ha una struttura abbastanza solida da poterle sorreggere. Alla fine si ha l’impressione che l’autore si sia divertito a inserire scene col gusto di far muovere i suoi personaggi nelle situazioni più assurde, ma senza un’idea precisa di dove andare a parare.

Lo stile è sboccato e non si trattiene dallo scivolare in volgarità e violenza anche gratuite. Uno stile un po’ alla Dogma, per intenderci, e che quindi può risultare molto divertente per alcuni e assolutamente detestabile per altri. Caratteristica, questa, che va tenuta in conto quando si decide di leggere libri di questo genere.

Personaggi

Il Signore Oscuro™ è il vero protagonista della storia. Non brilla particolarmente di intelligenza ma se non altro i suoi piani idioti sono dettati dalla necessità di vincere il torneo. Attraverso il suo punto di vista diventa palese quanto di norma siano idioti i piani dei signori oscuri in generale.

Cane Pazzo è il Prescelto™ e come tale si ritrova nel ruolo di personaggio più sfigato delle saghe fantasy, dato che è quello il cui destino è scritto (e di conseguenza prevedibile) dall’inizio alla fine. La differenza è che Cane Pazzo è totalmente scemo! Abituato a vivere da solo, manca completamente di qualsiasi capacità di rapportarsi con il prossimo. Non riesco a trovarne un pregio neanche a cercarlo, e in questo mi sento di escludere anche il suo amore per gli animali, dato che è un amore che va ben al di là del lecito.
Anche in questo caso ho notato delle somiglianze con Blart: un personaggio rozzo, ignorante ed egoista a cui non frega niente di niente al di fuori dei propri bisogni primari.

Glandalf – un nome che è già tutto un programma – dovrebbe essere il mago che fa da mentore al Prescelto™. Solo che Glandalf è il peggior mentore della storia. Il suo problema non è tanto la sbadataggine, quanto un vero e proprio menefreghismo del tipo “l’importante è che mi porto a casa i soldi”. Infatti, in Shameland quello del mentore è una vera e propria professione e la concorrenza è spietata. La scemenza di Cane Pazzo non aiuta certo il povero mago.

Naturalmente tutto questo va visto con l’ottica di una parodia nonsense e quindi ci sta che i personaggi siano incompetenti o che facciano cose stupide oltre ogni misura (il problema è quando questo avviene nei fantasy che si prendono sul serio. Ma questa è un’altra storia e dovremo parlarne in altro momento).
Per quanto riguarda il protagonista credo però che l’autore abbia calcato un po’ troppo la mano; la stupidità per fini comici va bene, ma il protagonista dovrebbe comunque cambiare almeno un po’ nel corso della storia, essere in grado di fare qualcosa di utile. In questo caso, invece, Cane Pazzo rimane uguale a sé stesso dall’inizio alla fine e a volte il suo livello di ignoranza è talmente abissale da diventare un po’ irritante.

I personaggi che mi sono piaciuti di più sono i comprimari. Le scene con Deus Ex Machina (del cui aiuto il Prescelto™ ha diritto per regolamento) mi hanno divertita molto e lo stesso vale per Info Dump, che non perde tempo a rompere le scatole con aneddoti dei quali non frega niente a nessuno. Non c’è “vizietto” del fantasy più scadente che la passi liscia in Shameland!

I personaggi femminili, invece, sono perlopiù “gnocche” dall’utilità pressoché nulla. Anche in questo caso, però, l’autore rende chiaro che sta facendo il verso a quelle storie che ci hanno abituato a personaggi femminili ridicoli. In una battuta, Leylap (la donna innamorata di Cane Pazzo) è quasi commovente quando sfoga la sua frustrazione di personaggio bidimensionale, senza personalità e senza scelta. In poche righe mostra tutto quello che c’è di sbagliato nella visione di molti uomini dei personaggi femminili e delle donne in generale.

Lo stile dell’autore

Stefano conosce le tecniche di narrativa e si vede.
Le scene sono mostrate e il raccontato è ridotto ai minimi termini, laddove non è proprio possibile farne a meno. Il risultato, è una narrazione serrata che scivola via velocemente senza mai annoiare.
L’infodump fa capolino solo di rado, ma la sua presenza è perfettamente giustificata proprio in vista della presenza di Info Dump.

I dialoghi sono per lo più brevi e sboccati; un botta e risposta senza perdersi in fronzoli e che risulta abbastanza naturale (per quanto possano essere naturali i dialoghi di una parodia). Ho trovato solo un po’ troppo insistente l’uso del turpiloquio; non dico di essermi scandalizzata per il linguaggio (ci vuole ben altro ^_^) ma nel testo ci sono così tante parolacce che dopo un po’ diventano ridondanti, visto che è più o meno sempre la stessa parola ripetuta da tutti.
Variare con le parole e magari trovare espressioni diverse e originali a ogni battuta avrebbe creato a mio avviso un effetto più comico.

Warrior with a skull helmet

In conclusione, come già detto, Shameland non è un romanzo per tutti ma credo che questa fosse proprio nelle intenzioni dell’autore. Chi è abituato a questo genere di storie (come i fan di Dogma, ad esempio) lo potrà apprezzare proprio per le sue situazioni completamente nonsense, volgari ed esagerate e considerare proprio questi elementi i suoi punti di forza.
Tuttavia non è detto che non possa essere apprezzato anche da chi è più abituato a un fantasy all’acqua di rose, a condizione di dedicarsi alla lettura con una mente molto aperta.

Nel corso del romanzo si conoscono personaggi costretti a muoversi negli ambienti chiusi tipici del fantasy scadente e non è difficile leggere tra le righe la loro stanchezza nel trascinarsi dietro in queste situazioni, quasi come impiegati condannati a timbrare il cartellino in eterno.
Tra questi, non da meno è il villain della situazione, forse il più condannato tra tutti i personaggi tipici del genere. Un Signore Oscuro™ meno oscuro di quanto si creda, pressato dalla responsabilità di un ruolo fondamentale e carico di aspettative. Un personaggio che forse, alla fine, non è poi così lontano dalla realtà di tutti noi.

Voto complessivo: Tre stelle Non c'è male

Il blog di Stefano  è ProtoWrite


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10 pensieri su “[Romanzo] Shameland, di Stefano Caruso

  1. Stefano J.C. (Calvin_Idol)

    Innanzitutto grazie per la recensione, davvero completissima e molto ben scritta!

    (Volevo solo chiederti una cosa: puoi aggiustare il numero delle pagine? sono 218, non 130, cioè il PDF ne ha 130, ma la versione ebook “normale” sono 2018, grazie!)
    Rispondo per punti che mi viene più comodo ad alcune osservazioni:

    – Trama: è verissimo che è debole, ed è stata una cosa fatta consapevolmente sia perché Shameland prende in giro il “fantasy di viaggio” (pieno di filler di solito), sia perché ho preferito di più puntare sulle trovate che non sull’intreccio in sé, che magari avrebbe potuto appesantire la vicenda, data la sua natura parodistica.

    – Cane Pazzo, se la tua opinione è stata questa:
    “il protagonista dovrebbe comunque cambiare almeno un po’ nel corso della storia, essere in grado di fare qualcosa di utile. In questo caso, invece, Cane Pazzo rimane uguale a sé stesso dall’inizio alla fine e a volte il suo livello di ignoranza è talmente abissale da diventare un po’ irritante.”
    Vuol dire che ho centrato il punto.
    Poi, ok, può piacere o meno, però era proprio il mio obiettivo.
    Quanti fantasy ho letto dove in pratica il protagonista va avanti solo a colpi di fortuna, senza il benché minimo merito, che non ha un briciolo di evoluzione, tanto che speravo morisse male? Troppi.
    Volevo proprio far “riflettere” sulla cosa.

    Sono molto contento che hai apprezzato Leylap, non tutti capiscono il suo discorso.

    Concordo sulle parolacce, sono davvero un casino, anche se a dirle è principalmente Cane Pazzo, quindi, data la sua ignoranza, non volevo avesse una quantità variegata di esse. Cioè trovo sia molto in-character come modo di esprimersi e cosa dice. Comunque sì, ci sta che possano essere ridondanti.

    So che sono scelte che possono anche non incontrare il gusto, giusto che tu le abbia segnalate.

    Non conoscevo Dogma, né il Signore dei Tranelli, dovrò recuperarli prima o poi.

    In conclusione sono davvero contento della recensione, secondo me hai fatto una disamina perfetta. Il paragrafo finale è bellissimo, mi ha lasciato anche un po’ di malinconia. Quindi grazie ancora.

    P.S.: posso solo chiederti se hai letto anche il Se-Prequel? Perché nella rece non ne parli, solo per curiosità! Grazie 🙂

    Piace a 1 persona

    1. Ciao Stefano, mi fa piacere che ti sia piaciuta la recensione. Non tutti si dimostrano disposti ad accettare le critiche anche se all’inizio dicono di sì ^_^
      I miei appunti sono stati fatti principalmente proprio per informare i possibili lettori di alcune caratteristiche del libro che potrebbero risultare un po’ ostiche da accettare, ma hai fatto bene a precisare che sono volute.

      Il romanzo l’ho letto in tutte le sue parti e non ho parlato del Se-Prequel solo per paura di “spoilerare” (che è purtroppo sempre il mio cruccio quando scrivo le recensioni; la paura di rivelare troppo).

      Per quanto riguarda Dogma ti consiglio di recuperarlo, più che altro perché è una piccola perla di quel “genio” di Kevin Smith, con un’adorabile Alanis Morrisette che interpreta nientemeno che Dio. E’ una satira più che una parodia, ma vale la pena di essere visto.

      Piace a 1 persona

      1. Stefano J.C. (Calvin_Idol)

        Ah ok perfetto! Ero solo curioso proprio perché lì, in assenza di Cane Pazzo, le parolacce diminuiscono 😂

        Le tue segnalazioni sono puntuali, non avrei potuto non accettarle nemmeno volendo non accettarle 🙂

        Ah se mi dici così me lo guardo stasera

        Piace a 1 persona

  2. Pingback: Il lascito Vol 1: La caccia del falco, di Stefano Caruso (aka Calvin Idol) – BiblioteFantasy

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