5 film di animazione giapponese

Buongiorno e buon venerdì a tutti/e.

Eccoci oggi al primo appuntamento ottobrino con 5 cose che…, la rubrica nata dal blog Twins Booklovers che permette di conoscere tante chicche di ogni genere, e farci conoscere un po’ di più come persone grazie alle nostre preferenze.

Il tema di oggi mi piace tantissimo perché si tratta di film di animazione giapponese.
Come molti sanno, il Giappone è rinomato per i suoi lungometraggi di animazione; film che in quanto a qualità non hanno nulla da invidiare al cinema hollywoodiano. Sceglierne solo cinque mi è stato parecchio difficile, ma questi di cui parlo oggi credo che siano tra quelli più belli, tanto che a mio avviso si può parlare di veri e propri capolavori.

Vediamo quindi quali sono i miei 5 film di animazione giapponese:

1.  Una tomba per le lucciole

Seita e Setsuko - Una tomba per le lucciole

Credo che sia uno dei film più struggenti di sempre, non solo di animazione. Tratto dal racconto semi-autobiografico di Akiyuki Nosaka, racconta la storia del giovane Seita e della piccola Setsuko ed è ambientato in Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale. Rimasti orfani dopo un bombardamento americano, i due bambini sono costretti a vivere di espedienti, ma la lotta per la sopravvivenza è durissima.

Pur essendo un film di produzione Ghibli, non è stato diretto da Miyazaki, ma dal co-fondatore Isao Takahata. Il lungometraggio tratta un tema molto serio e lo fa in una maniera delicata, ma non si risparmia sui dettagli più crudi. La guerra e la morte sono infatti mostrate in tutto il loro orrore. Un film di una bellezza e poesia unica ma decisamente non adatto ai più piccoli.

2. Wolf Children

Hana con Yuki e Ame - Wolf Children

Hana è una giovane ragazza che studia all’università, dove conosce un affascinante ragazzo. I due si innamorano immediatamente, tanto che decidono di sposarsi poco dopo. Ad Hana non importa nulla che il ragazzo sia in realtà un licantropo.
Fin qui la storia potrebbe sembrare una specie di copia nipponica di Twilight. In realtà Wolf Children non potrebbe essere più diverso dai romanzi della Mayer.
Infatti, dopo aver messo al mondo due bambini, il ragazzo lupo muore mentre si trova a caccia e Hana si trova a dover crescere da sola questi bambini-lupacchiotti, senza la più pallida idea di come fare. No, non è uno spoiler, poiché la storia del film è incentrata proprio su Hana e la vediamo maturare mentre scopre dentro di sé la forza e la determinazione per crescere due bambini “diversi” in un mondo che, se scoprisse il loro segreto, si accanirebbe su di loro senza pietà.

Mi sono innamorata di questo film sin dalla prima volta che l’ho visto. Hana è proprio l’antitesi di Bella Swan: è una madre indipendente, piena di iniziativa. Imperfetta ma pronta a imparare tutto il necessario per i suoi piccoli. Un’eroina femminile di tutto rispetto.

3. Il mio vicino Totoro

Totoro con Satsuki e Mei

Tra tutti i film Ghibli, Il mio vicino Totoro è di sicuro uno dei più conosciuti e tra i miei preferiti in assoluto. Pur non avendo una trama complessa, ad ogni scena traspare la dolcezza dei personaggi e il rapporto che li lega tra di loro e con la natura che li circonda.
E poi ci sono Totoro e il Gattobus… e ogni volta mi trovo a sognare ad occhi aperti.

4. I sospiri del mio cuore

Seji suona il violino a Shizuku

Questo dolcissimo film, sempre targato Ghibli e scritto dal maestro Miyazaki, racconta la storia dei giovani Shizuku e Seiji, entrambi guidati da una forte ambizione. La ragazza sogna di diventare una scrittrice, mentre Seiji vuole specializzarsi nella costruzione di violini. Questo porterà i due ragazzi ad allontanarsi per qualche mese, dato che Seiji dovrà partire per l’Italia. Ma è proprio il duro lavoro, che entrambi riservano ai propri sogni, a renderli ancora più vicini.

Ho sempre trovato questo film uno dei più poetici in assoluto tra i lungometraggi della Ghibli. Mi piace moltissimo la determinazione di Shizuku che, nonostante le sue insicurezze, ce la mette tutta a portare a termine il suo obiettivo: un romanzo che ha per protagonista l’affascinante gatto Baron.
Mi emoziono ogni volta che lo rivedo e poi non riesco più a togliermi dalla testa la canzone che fa da tema al film “Country road, take me home to the place I belong….
(Scommetto che chi conosce il film l’ha letta cantando! ^_^)

5. La ragazza che saltava nel tempo

Makoto salta nel tempo

Makoto Konno è una ragazza delle superiori e un giorno, nel laboratorio di scienze, per sbaglio urta un congegno misterioso. Al ritorno da scuola rischia di essere investita ma scopre invece che, facendo un lungo salto, ha il potere di saltare letteralmente indietro nel tempo.
Come è facile immaginare, Makoto approfitta di questo suo potere per cercare di risolvere i piccoli problemi della sua vita ma presto dovrà rendersi conto che manipolare il tempo ha le sue conseguenze e dovrà farne i conti.

La ragazza che saltava nel tempo è un film molto carino e leggero. Tuttavia, come ci hanno abituati  film di animazione giapponese, leggerezza non significa superficialità e alla fine si trovano sempre spunti molto interessanti su cui riflettere.

Grechina Divider

Conoscete questi film, li avete mai visti?

Vi aspetto come sempre nei commenti, anche per sapere quali sono i vostri film di animazione giapponese preferiti.
Per ora auguro a tutti voi un ottimo fine settimana.


Scopri gli altri “episodi” di 5 cose che…

23 pensieri su “5 film di animazione giapponese

  1. Ottime scelte, sebbene preferisca altri film dello studio Ghibli. Opinione impopolare: non ho apprezzato tanto “Una tomba per le lucciole”. È struggente, sì, ma anche un po’ forzato, a mio avviso. Capisco la volontà di sensibilizzare il pubblico sul problema, ma verso la fine si raggiunge il melodramma e il film sembra compiacersi del dolore stesso per quanto vi si sofferma e per il modo teatrale con cui lo mostra. E lo dico da amante del Giappone, della sua sofferta storia, nonché da anti-americano al cento per cento… insomma, un’opera non dovrebbe calcare la mano su ciò che non attiene al valore artistico dell’opera stessa, o rischia di esserne compromessa nella sua eleganza. È questo il caso di “Un tomba per le lucciole”, secondo me. Che, intendiamoci, resta un buon film di animazione, eh!

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    1. Da quello che avevo letto tanto tempo fa, Nosaka aveva volutamente calcare la mano nella stesura del suo libro. Il racconto è autobiografico ma poiché Nosaka per tutta la vita era stato roso dai sensi di colpa (non voglio fare spoiler quindi non scendo nel dettaglio), lo ha scritto come una sorta di auto-punizione e flagellazione (anche qui niente spoiler, ma se l’hai visto fino alla fine capirai a cosa mi riferisco).
      Quando una storia di guerra ha per protagonisti dei bambini, per quanto drammatica, non credo possa rendere tutto l’orrore della realtà. Per questo motivo, forse, si tende a calcare la mano sul lato drammatico. Per quanto bello, però, non so se avrei lo stomaco per rivederlo.

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  2. Pingback: 5 film di animazione giapponese | 5 cose che | Libri per due

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