Abarat: Assoluta mezzanotte, di Clive Barker

Dopo qualche mese di attesa, finalmente sono riuscita a tornare nel mondo di Abarat con Assoluta Mezzanotte.
Vi avviso: con questo terzo capitolo, non è proprio possibile evitare spoiler riguardo ai primi due volumi. Quindi, se non li avete letti e non volete rischiare anticipazioni, consiglio di non proseguire la lettura di questa recensione. Potete invece leggere tranquillamente le mie recensioni dei primi due romanzi, Abarat e Giorni di magia, notti di guerra.

Se invece i libri li avete letti già o non vi interessa qualche spoiler inevitabile, ecco qui la mia recensione. ^_^

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Scheda 
Titolo originale:
 Absolute Midnight
Autore: Clive Barker
Genere: Fantasy / Dark
Numero di pagine: 592
Anno: 2011
Editore italiano: Fabbri Editori
Lingua originale: Inglese
Traduttore: Beatrice Masini
Illustrazioni: Clive Barker

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Trama

La nave da guerra di Mater Motley è stata distrutta. Il piano di invasione di Chickentown fallito. I confini tra Abarat e l’Altromondo si sono richiusi e rimangono molte domande a cui Candy Quackenbush deve rispondere. Da quando lei è giunta ad Abarat, infatti, sono accaduti molti eventi spiacevoli e il Consiglio delle Ore vuole vederci chiaro.
Ma per Abarat i guai sono solo cominciati. Tutt’altro che sconfitta, Mater Motley ha in serbo un piano diabolico che sta progettando da anni: liberare la moltitudine di Amnioti che si trova sotto le piramidi di Xuxux. Questi insetti mutanti sono in grado di creare una barriera che soffocherà ogni più piccolo spiraglio di luce del sole e delle stelle, facendo cadere Abarat nell’Assoluta Mezzanotte. E con essa, risvegliare le terrificanti creature oscure di cui si era persa la memoria.

Sulla costa alta di Idjit, dove le due del mattino guardavano a sud oltre gli stretti bui verso l’isola di Gorgossium, alta sulla scogliera c’era una casa dalla facciata molto elaborata. Chi la abitava era noto come Mr Kithit, e con parecchi altri nomi, ma nessuno era davvero il suo nome. Era noto semplicemente come il Leggicarte. Le carte che leggeva non erano nate per farci giochi d’azzardo. Tutt’altro. Usava solo il mazzo di tarocchi di Abarat, in cui un lettore esperto come lui poteva trovare il passato mormorante, il dubbioso presente, e il futuro con gli occhi appena dischiusi.

(Incipit)

Un membro del Consiglio delle ore
Un membro del Consiglio delle ore

Già a partire dal primo romanzo, la saga creata da Clive Barker può essere definita senza ombra di dubbio un dark fantasy. Con Assoluta Mezzanotte, assume note ancora più nere. Questo non solo per l’apparizione di personaggi che sono letteralmente cadaveri ambulanti, o di eserciti composti da insetti di ogni tipo. Abarat è dark soprattutto nei contenuti, dove amore, dolore e morte vanno di pari passo.

Se Candy rimane ancora la protagonista indiscussa, Assoluta Mezzanotte è comunque scritto come un romanzo corale dove, insieme a personaggi già incontrati in precedenza, nuovi arrivi si prendono largo spazio.
Ritroviamo Malingo, il rattopardo che Candy aveva liberato dalla schiavitù del mago Wolfswinkel. Poi John Dispitto con i suoi fratelli che crescono sulle sue corna di cervo, Finnegan Hob, sempre deciso a vendicare la morte della sua amata principessa Boa. E Boa stessa, che rivela pericolose sorprese.

Abbiamo una visione più approfondita e ravvicinata sui Carrion, a cominciare dalla perfida Mater Motley, a mio avviso una delle villain più crudeli e contorte del fantasy. La sua è una crudeltà pura, assoluta come la mezzanotte nella quale intende far cadere Abarat.
In genere non vado pazza per i villain crudeli senza se e senza ma. Tuttavia devo ammettere che trovo molto affascinante questa “nonnina” priva cuore e di qualsiasi forma di compassione. Entrata nella storia in punta di piedi, la sua follia diventa via via sempre più esplicita e a farne le spese è tutto il mondo di Abarat (fino a sconfinare a Chickentown, come visto in Giorni di magia, notti di guerra). Il suo sguardo di pietra, così come il suo abito lurido da cui pendono bambole di pezza dove ella intrappola le anime, ne fanno un personaggio memorabile e capace di discostarsi dai tipici cliché.

Ad ogni modo, con Assoluta Mezzanotte è di nuovo Chistopher Carrion a vincere il premio di personaggio più interessante. Dopo lo scontro a Chickentown lo credevamo morto, risucchiato dal mar d’Izabella. Lo ritroviamo privo di sensi, con la carne consumata dall’acqua e mangiucchiata da uccelli marini. Ma i suoi giorni su Abarat non sono finiti. Dopo aver partecipato attivamente al piano di dominio di Mater Motley, si trova ora a dover affrontare verità amare sulla sua famiglia e su quell’amore impossibile che non è mai riuscito a dimenticare.
Se nei primi volumi era apparso come un villain assoluto, vediamo ora le sue convinzioni vacillare, ferito molto più nell’animo di quanto lo sia nella carne. La sensazione è che le vicende narrate in questo libro siano per lui una sorta di transizione, che lo condurranno al momento in cui sarà costretto a decidere da che parte stare.

Alberi colpiti dai fulmini
Le illustrazioni di Clive Barker si possono trovare sul sito ufficiale http://www.clivebarker.info/artindex.html

Quello che più mi ha fatto innamorare di questa saga sono le sue note amare, quella malinconica durezza che pervade tutta la narrazione. L’amore è ancora il tema centrale ma è spesso un amore duro, impossibile, non corrisposto. Un amore che lascia ferite profonde e a volte arriva a diventare vendicativo e folle.
A loro modo, quasi tutti i personaggi principali della saga hanno a che fare con l’amore; quasi mai ne escono indenni.

E non si parla solo di amore romantico, ma anche di amore famigliare.
Tra tutti i nuovi personaggi comparsi in Assoluta Mezzanotte, ho trovato molto suggestiva Laguna Munn, la strega che vive su una piccola isola nei pressi dell’Undicesima Ora.
Ella ha due figli, Covenantis e Jollo. Il primo l’ha creato impastando tutto ciò che di buono aveva dentro, il secondo con tutto il male.
Candy incontra per primo Jollo, un piccolo diavoletto nero dai modi affascinanti e baldanzosi. Poi incontra Covenantis, una creaturina grigia, patetica. Dalla cintura in giù ha l’aspetto di una lumaca gigante, con le gambe fuse e senza ossa.

«Lo so cosa stai pensando» disse lui senza voltarsi a guardare Candy.
«E sarebbe?»
«Può davvero essere il figlio impastato col bene? Perché non sembra fatto molto bene. Veramente assomiglia a una lumaca».
«Io non…»
«Sì, invece» disse il ragazzo.
«Lo ammetto, sì».
«E hai ragione. Sembro proprio una lumaca. Ci ho pensato molto. In effetti è la sola cosa a cui penso».
«E cos’hai capito, dopo tutto questo pensare?»
«Non molto. Solo che la Mamma non ha mai veramente amato il bene che c’è in lei. Pensava che fosse noioso. Inutile».
«Ma no, sono sicura…»
«No» disse il ragazzo, e alzò una mano perché smettesse di mitigare il suo dolore. «Non fa che peggiorare le cose. Mia madre si vergogna di me. Questa è la verità, pura e semplice. E’ il mio fratellino cattivo, coi suoi sorrisi splendenti, che si prende tutta la gloria. E’ quello che chiamano un paradosso, no? Io sono fatto di bene, ma per lei non sono nulla. Lui è fatto di tutto il male che c’è in lei e indovina un po’: lei lo ama per questo. Lo ama! E io, che sono stato fatto con la sua compassione e la sua dolcezza, sono rimasto fuori al freddo».

Non c’è pagina nella saga di Abarat in cui non si respiri una certa amarezza. Barker è bravissimo nel mettere in scena i lati più oscuri dei rapporti umani, anche se lo fa avvalendosi delle creature bizzarre partorite dalla sua mente malinconica.

Ritratto di Jollo
Jollo B’gog , il “Ragazzaccio” di Laguna Munn

Nonostante la presenza di numerosi personaggi interessanti e la sempre più fervida immaginazione dell’autore, tuttavia, ho trovato Assoluta Mezzanotte un po’ sottotono rispetto ai primi due romanzi.
In particolare la prima parte del romanzo mi è sembrata lenta e un po’ troppo ripetitiva. Inoltre, ho trovato che anche un generale calo di stile nella scrittura. Non avendo letto il testo originale, non saprei però dire se si tratta di un problema di traduzione o dello stesso Barker.

Bisogna infine ammettere che Assoluta Mezzanotte è un libro è pesante. Non nel senso di pesante da leggere, ma proprio pesante fisicamente; peserà almeno tre chili! Questo perché Rizzoli ha deciso di pubblicarlo su carta spessa e abbastanza rigida.
Immancabili poi le illustrazioni dello stesso autore. Non le ho contate ma, così ad occhio, mi sembrano più numerose rispetto a quelle negli altri due volumi.
Il risultato è un libro bellissimo da sfogliare e da sfoggiare nella propria libreria,  ma non è propriamente adatto da portarsi dietro per una lettura sui mezzi pubblici o in fila dal dottore, a meno di voler farsi venire la scogliosi.

Ultimo problema (e di sicuro non meno importante), è l’attesa che separa Assoluta Mezzanote dall’uscita dei due volumi conclusivi della saga, dei quali non si sa ancora nulla. L’ultimo post su Facebook di Barker riguardo a Kry Rising (titolo presunto del quarto volume) è del 2013. Da allora, è un continuo rimando che ricorda troppo tanto l’interminabile odissea di The winds of winter di George R.R. Martin.

Quindi è lecito porsi una domanda: vale la pena iniziare a leggere una saga fantasy di cui non si è certi di riuscire mai a vederne una conclusione?
Naturalmente su questo ognuno ha la propria opinione, ma io sono convinta che ne valga la pena, eccome. Quantomeno per Abarat.
Come non mi sono mai stancata di dire in queste tre recensioni, Abarat ha atmosfere cupe e malinconiche uniche nel loro genere, dove poesia, fantasia e toni oscuri si mescolano magnificamente e in maniera originale. I temi trattati sono tutt’altro che banali, cosa che rende questa saga molto adatta anche agli adulti, sebbene sia pensata per un pubblico più giovane.
Un fantasy che non tratta i suoi lettori come cerebrolesi incapaci di capire i dolori e le difficoltà del mondo in cui viviamo ma anzi, li accompagna a conoscerli da vicino. E di questi tempi, non è cosa da poco.

Voto complessivo: Tre stelle e mezzo Ottimo lavoro


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4 pensieri su “Abarat: Assoluta mezzanotte, di Clive Barker

    1. Grazie mille, Federico.
      Sì, le illustrazioni hanno un che di inquietante. Non so perché, però a me attirano molto comunque (o forse proprio per quello, chissà!) XD
      Sul fatto che la saga possa non finire… cerchiamo di rimanere positivi. Non si sa mai.

      Piace a 1 persona

  1. Questo romanzo mi sembra strano, ma intrigante.

    “vale la pena iniziare a leggere una saga fantasy di cui non si è certi di riuscire mai a vederne una conclusione?”

    Non saprei, secondo me no. Ma se pensi di vivere a lungo, allora perché no!
    La stessa domanda vale anche per i soap, “Beautiful” in primis.

    Piace a 2 people

    1. Per quanto riguarda Abarat una delle difficoltà sta nelle illustrazioni, che l’autore dipinge tutte a mano e con i suoi tempi. Sul fatto però che Barker (così come Martin) soffra di blocco dello scrittore, credo che ormai non si possa più fare mistero dopo tutto questo tempo.
      Il vero problema di una saga è però quando l’autore si trova a non saper più come proseguire. Non si parla più di un semplice blocco dello scrittore, ma di vero e proprio punto morto, da cui è difficile uscire.
      Io sono ancora speranzosa, e mi auguro che prima o poi si vedrà la fine di Abarat (come del Ghiaccio e del Fuoco).
      Comunque vada, sono entrambe ottime letture e non mi pento di averle scoperte. Sarà perché mi hanno fatto (e mi fanno ancora) da grande ispirazione.
      Alla fine, quello che conta non è tanto la destinazione, ma il viaggio 😉

      Piace a 1 persona

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