Considerazioni di fine 2018

Scrivere un post sulle considerazioni di fine anno è più complicato di quanto sembri. Il rischio di cadere nella retorica è sempre dietro l’angolo e più si cerca di sfuggirne, più si rischia di affondare, come Artax nelle Paludi della Tristezza.

Il concetto che l’inizio del nuovo anno sia l’inizio di una nuova vita fa parte appunto di quella retorica di cui sopra e preferisco risparmiarmela e risparmiarvela. Da qualche anno ormai non credo più a questa favoletta, tanto che ho rinunciato perfino ai buoni propositi.
Se non si aveva la voglia forza di cambiare nei mesi precedenti, non sarà certo la notte a cavallo del nuovo anno a fare il miracolo. Tanto più che di solito tutti questi bei propositi finiscono nel nulla già dai primi di febbraio ( se non addirittura prima).

E allora, che fare? Vivere senza più sogni, senza più speranze? Assolutamente no!

Porsi degli obiettivi è fondamentale per andare avanti nella vita, scoprire cose nuove, persone nuove e fare nuove esperienze. Il segreto, però, sta nel non concentrarsi sull’obiettivo in sé, ma su tutte quelle piccole azioni quotidiane che un domani porteranno al raggiungimento dell’obiettivo.
Sembra una banalità, ma non lo è. Internet e librerie ormai pullulano di (pseudo)guru che spiegano come visualizzare la vita desiderata o sé stessi, al raggiungimento dei propri sogni. Fare vision board, esercizi di visualizzazione… tutto tempo rubato alle azioni vere e proprie.
Quello che conta davvero è rimboccarsi le maniche e darsi da fare ogni giorno. E’ importante sapere dove si vuole andare, ma è importante anche ricordare che studiare la strada non è percorrerla, e una strada la si percorre muovendo le gambe, non stando seduti a sognare a occhi aperti.

Personalmente, da quando ho rinunciato a pormi dei buoni propositi ho iniziato a ottenere più risultati. Ho letto più libri (59 quest’anno. Venti in più dell’anno scorso!), fatto più esercizio fisico, scritto di più… forse è stato proprio il fatto di non avere grandi aspettative che mi ha permesso di agire più tranquillamente rispetto ai tentativi precedenti. Senza stress e senza pressione.
Ho degli scritti da portare a termine entro la fine del 2019, ma non ci penso. Penso invece alle idee che mi colgono quotidianamente. Mi siedo, scrivo e quello che succede, succede.
Lo stesso vale per tutto il resto. So dove vorrei arrivare, ma non mi focalizzo sul traguardo. Oggi faccio quello che posso con il tempo e le forze che ho. Domani è un altro giorno (a proposito di retorica! ^_^).
Alla fine, un po’ di magia la si trova sempre, se si sa dove cercare.

Magia che esce da un libro

Per quanto riguarda i libri e i film che mi ero proposta di leggere/vedere entro la fine del 2018, sono riuscita solo in parte. Pazienza. Ho qualche titolo anche per il 2019 ma, come ho detto, lascio che sia. Sono molto più eccitata all’idea delle perle che potrei scoprire nel corso dell’anno e che ad oggi magari neanche conosco.
Forse il mio unico buon proposito per il 2019, alla fine, sarà proprio quello di evitarmi stress inutili. Inutili aspettative, inutili pressioni, ché già la vita quotidiana è pressante a sufficienza. E anche se non raggiungerò alte vette, non importa. Quello che conta davvero, alla fine, è continuare a tentare, andare avanti e, perché no, di tanto in tanto anche soffermarsi ad osservare il panorama.

E con questi pensieri a casaccio, buttati un po’ lì, auguro a tutti voi un 2019 ricco di felicità e belle sorprese.

Happy new year 2019

10 pensieri su “Considerazioni di fine 2018

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