La città dei libri sognanti, di Walter Moers

Una delle sorprese più belle che mi ha fatto il 2018 è stata la scoperta di Walter Moers e della sua serie ambientata nel continente di Zamonia.
Esattamente un anno fa, mi trovavo a leggere e successivamente recensire Le tredici vite e mezzo del Capitano Orso Blu. Con lo stesso entusiasmo, oggi sono ancora qui a parlarvi di questa serie, che considero una delle più brillanti, originali e divertenti in assoluto, con la speranza di farla conoscere a quanti più amanti del fantasy possibili.

Da appassionata di libri e biblioteche, naturalmente non vedevo l’ora di leggere La città dei libri sognanti, interamente ambientato nella città di Librandia. Ho dovuto aspettare un po’, ma alla fine ce l’ho fatta e sebbene le mie aspettative fossero alte, posso dire che non sono state deluse.

Grechina Divider

Scheda
Titolo originale: Die Stadt der Träumenden Bücher
Autore: Walter Moers
Genere: Fantasy
Numero di pagine: 508
Prima pubblicazione: 2004
Editore: Salani
Lingua originale: Tedesco
Traduttore: Umberto Gandini
Illustrazioni: Walter Moers

Compra su Amazon: La città dei libri sognanti

Grechina Divider

Trama

Alla morte del suo maestro, Ildefonso De’ Sventramitis eredita un manoscritto considerato il testo più straordinario di Zamonia, unica opera di un autore di cui nessuno sembra conoscere l’identità. La ricerca dell’autore misterioso porta Ildefonso a Librandia, il centro focale di tutte le librerie e le case editrici del continente. Tratto in inganno da un libraio senza scrupoli, Ildefonso finisce inghiottito nelle viscere di Librandia, dove incontra le creature più assurde e vive avventure da brividi.

Ildefonso De' Sventramitis
Ritratto dello scrittore Ildefonso De’ Sventramitis. (Immagine tratta dalla graphic novel)

Qui comincia la storia. Racconta come sono entrato in possesso del Libro sanguinoso e come ho incontrato l’unza. Non è una storia per tipi dalla pelle sensibile e dai nervi deboli: a chi si trovasse in queste condizioni suggerisco di rimettere il volume sullo scaffale e di svignarsela con la coda tra le gambe nel reparto dei libri per fanciulli. Su, spicciatevi, sparite, trincacamomilla e piagnoni, cachinbraghe e mammoni, questa è una storia su un luogo in cui leggere è ancora un’avventura!

(Incipit)

Nelle note a fine libro si legge che La città dei libri sognanti è un estratto dell’opera omnia Diario di viaggio di un dinosauro sentimentale, composta da ben venticinque volumi. L’opera, tradotta dallo zamonico da Walter Moers, è stata scritta da Ildefonso De’ Sventramitis, già autore di Ensel e Krete.
Le vicende narrate nel libro si concentrano sulla lunga permanenza (forzata) dello stesso Ildefonso nelle catacombe della città di Librandia, un luogo dove “i libri possono ferire, avvelenare o perfino uccidere“.
Quello che troviamo in La città dei libri sognanti è un Ildefonso molto diverso dall’autore di Ensel e Krete. E’ molto più giovane (ha solo settantasette anni) ed è ancora ben lontano dal divenire il più famoso scrittore di Zamonia. Non troviamo quindi quelle Divagazioni Sventramitiche boriose e saccenti di cui traboccava Ensel e Krete. Qui l’autore si limita a narrare i fatti, a fare partecipi i lettori delle sue emozioni e dei suoi pensieri. Il risultato è un testo meno originale nella struttura ma più focalizzato sulla storia.

Come nei romanzi precedenti, anche qui abbondano lunghe descrizioni e narrazioni di eventi passati che rallentano la lettura. L’autore ha nella sua testa un mondo così vario e particolareggiato da potersi permettere di infischiarsene delle regole di narrativa e la sensazione è che ne sia perfettamente consapevole. Quello che di norma apparirebbe come un difetto, in questo caso diventa una particolarità, un segno distintivo che rende la serie unica. Un lusso che solo pochi autori possono permettersi.

In ognuno dei romanzi si incontrano creature nuove e originali e La città dei libri sognanti non è da meno. Qui incontriamo il bestiario che popola le catacombe di Librandia e incontriamo i Librovori, miti gnomi monocoli che vivono in una caverna traboccante di libri e si nutrono letteralmente di letteratura.

Tre Librovori leggono un libro
I Librovori in un’illustrazione di Walter Moers

Librandia è così ben particolareggiata da far venir voglia di visitarla. Vi si trovano migliaia di biblioteche, librerie, spacci e venditori ambulanti di libri di ogni edizione e genere. Negozi di segnalibri, di scaffali, di occhiali da lettura. Caffè e locande con camino a vista dove si svolgono letture in gruppo o in solitaria. E poi case editrici, tipografie, cartiere… tutta la vita e l’economia di Librandia ruota attorno alla parola stampata. Non crediate però che sia un paradiso in terra, poiché molte insidie si annidano nella città. Agenti letterari truffaldini, cacciatori di libri disposti a uccidere per mettere le mani sui volumi più rari e preziosi. E poi libri che avvelenano, strangolano, uccidono…
Tutti gli scrittori di Zamonia tentano prima o poi la fortuna a Librandia, ma la concorrenza spietata può portare addirittura alla miseria. Bisogna poi tenere in considerazione l’alta concentrazione di critici letterari: spietati, crudeli e felicissimi di poter distruggere le opere altrui (curioso è il breve incontro con Lapisandel Latuda, critico letterario destinato a diventare il peggior nemico di Ildefonso).

Pur essendo considerato un libro per ragazzi, La città dei libri sognanti è il libro di Moers più maturo fra quelli che ho letto finora. Tra i numerosissimi autori citati, tutti di fantasia, non è raro trovare strizzate d’occhio ad autori reali. Riferimenti a Shakespeare, Goethe, Lovecraft e molti altri autori si possono cogliere in tutta l’opera.
Scorrendo pagina dopo pagina diventa chiaro come la vera protagonista del romanzo sia proprio la letteratura. La letteratura è fantasia, creatività, una forza viva, crescente, di cui ci si può nutrire. Ed è sperimentazione, anche se non sempre i risultati sono positivi. Non si può però dimenticare che per qualcuno la letteratura non è nient’altro che un business.

Io non compero libri. Io compero intere collezioni antiquarie. Io sposto qui e là contingenti enormi di libri. Io inondo il mercato con offerte stracciate, rovino l’intera concorrenza e quando quelli falliscono acquisto i loro negozi a prezzi ridicoli.

No, non è Jeff Bezos a parlare, ma Phistomefel Smeik, uno squalombrico e lontano parente del Volzotan Smeik conosciuto in Rumo. Proprietario di una delle tante librerie della città, possiede una natura vorace e ambiziosa, cosa che fa di lui l’essere più pericoloso di Librandia.
Phistomefel non rappresenta solo il villain della storia, ma incarna il nemico numero uno della letteratura: l’affarista che vede in essa solo un modo come un altro per far soldi. Moers non ci va leggero e dallo squalombrico esce quella verità inquietante e palese che tutti vedono, ma di cui pochi autori hanno il coraggio di parlare:

Il problema è questo: far soldi – tanti soldi! – non abbiamo bisogno di una letteratura grandiosa, impeccabile. Ciò che ci serve è la mediocrità. Ciarpame. Fesserie. Roba buona per le masse da immettere sul mercato in quantità sempre maggiori. Libri sempre più grossi e sempre più insignificanti. Ciò che conta è la quantità di carta che si vende, non le parole che ci sono scritte.

Un boccone amaro che colpisce per la sua brutale verità. Questo perché nei libri di Zamonia, tra una divertente assurdità e l’altra, il Male non è mai rappresentato con leggerezza.

Phistomefel Smeik
Phistomefel Smeik

In conclusione posso affermare che La città dei libri sognanti mi è piaciuto tantissimo. Al solito, il non rispetto dei canoni e delle regole di scrittura, nel caso di Walter Moers, danno quel tocco in più che rendono i suoi romanzi unici e piacevoli.
Con questo romanzo credo si sia addirittura superato.
Non è solo un libro fantasy, ma una vera e propria dichiarazione d’amore per la letteratura e un monito a proteggerla da tutti quei mali che regolarmente la minacciano, siano essi di origine umana o no.
Perché il mondo della letteratura può essere difficile, spietato e a volte anche elitario, ma è il più grande patrimonio che abbiamo.

P.S. Una nota di merito va sicuramente anche al traduttore, Umberto Gandini, che con questo libro traboccante di nomi, pseudonimi e giochi di parole, avrà dovuto faticare più che con tutti gli altri libri messi insieme.

Voto complessivo: Tre stelle e mezzo Ottimo lavoro


Compra su Amazon: La città dei libri sognanti

10 pensieri su “La città dei libri sognanti, di Walter Moers

    1. Grazie a te per aver letto e apprezzato la recensione. Sono tantissime le citazioni letterarie nel libro e, dato che viene venduto come libro per ragazzi, difficilmente i lettori più giovani avranno colto le citazioni letterarie.

      "Mi piace"

      1. Ellionor

        Il seguito de “La città dei libri sognanti” è “Il labirinto dei libri sognanti”, un’opera altrettanto bella, originale e interessante, che però presenta una narrazione leggermente più lenta e più descrittiva, e meno attiva rispetto all’opera precedente. Oltretutto, la narrazione si interrompe quasi bruscamente alla fine, perché deve uscire l’ultimo libro di questa trilogia: “Il castello dei libri sognanti”. Sono otto anni che Moers ci sta lavorando, nel frattempo ha pubblicato due graphic novel su “La città dei libri sognanti” (purtroppo non tradotte in italiano), e due libri: “La principessa Insonnia”, uscito il 22 marzo in Italia, e “L’isola dei mille fari”, che probabilmente in Italia uscirà il prossimo anno, dato che è uscito poco tempo fa in Germania. Ho finito ora di leggere la Principessa Insonnia, il secondo libro di Moers non illustrato da lui (l’altro è “Folle viaggio nella notte”, in cui sono presenti le illustrazioni di Gustave Doré) e devo dire che, come sempre, mi ha emozionato, nonostante l’abbia trovato un po’ meno catturante del solito. Tuttavia che dire, ognuno di questi libri è unico, speciale e travolgente, quindi mi sento davvero di poterveli consigliare tutti. Un bacio

        Piace a 1 persona

        1. Non vedo l’ora di riuscire a leggere anche tutti gli altri libri di Moers e da cme ne parli, mi viene ancora più voglia. Il suo stile unico non è mai. Mi fa molto piacere trovare un’esperta di questo autore. Purtroppo in Italia sono troppo pochi quelli che lo conoscono.

          "Mi piace"

  1. Pingback: 5 libri in cui vorrei vivere – BiblioteFantasy

  2. Le illustrazioni a colori purtroppo non sono nel libro, ma fanno parte del fumetto tratto dal romanzo. Quella in bianco e nero invece è presente, insieme a tante altre dell’autore. Comunque il romanzo è davvero molto originale e vale la pena leggerlo 🙂 Quando l’avrai letto, fammi sapere cosa ne pensi.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...