“Il lascito ” Blog Tour: l’importanza dei personaggi

Buon giovedì a tutti.

Ricorderete che qualche tempo fa vi avevo parlato del primo volume di Il lascito – La caccia del Falco, scritto da Stefano Caruso. Oggi, per celebrare l’uscita del secondo volume, vi parlerò dell’importanza dei personaggi di una storia.

Prima di cominciare, vi ricordo che potete acquistare su Amazon entrambi i libri: La caccia del falco Vol. 1, La caccia del falco Vol. 2

Copertina di Il Lascito

Da quando ho iniziato a interessarmi seriamente di scrittura creativa, ho letto parecchi manuali, in particolare quelli incentrati sulla strutturazione della trama.
Creare una trama che sia originale, logica e interessante è uno dei compiti più difficili per uno scrittore, per questo una trama ben congegnata è già di per sé un successo.
Tuttavia, essa non è tutto. Nessuna storia può esistere se manca il punto focale della narrativa: i personaggi.
Di fronte ai personaggi, la trama diventa secondaria. Basta pensare all’opera teatrale Aspettando Godot; due personaggi si incontrano e discutono della vita. Nient’altro. Eppure l’opera di Beckett è una delle più conosciute e apprezzate al mondo, tanto che perfino i più digiuni di teatro ne hanno sentito parlare.
Di contro, una storia ben congegnata rischia di fallire miseramente e di lasciare i lettori con una sensazione di insoddisfazione se mancano personaggi interessanti.

Ma se congegnare una buona storia è difficile, ancora di più lo è creare i personaggi.
Quando decidiamo di leggere un libro non lo facciamo per vedere quanto è stato bravo l’autore a immaginare una trama complessa e coerente; lo facciamo perché siamo alla ricerca della storia di qualcuno. Cerchiamo personaggi con cui poterci riconoscere (nel bene o nel male), vivere attraverso loro avventure che non potremmo mai avere nella realtà. Personaggi che ci facciano sognare, sperare e magari anche scoprire qualcosa in più su noi stessi.
Perché questo avvenga, l’autore deve essere capace di dare vita a dei personaggi (protagonisti e non) che siano il quanto più possibile realistici.
Questo non significa che devono essere tutte persone realmente esistenti. Un romanzo può avere tra i personaggi anche un divano parlante, purché questo abbia una personalità in grado di far sospendere l’incredulità del lettore.
Nei romanzi di Terry Pratchett ambientati nel Mondodisco,  il ciclo dedicato alla morte ha per protagonista proprio la Morte stessa. Con uno sguardo tra il cinico e il malinconico essa compie il suo lavoro e allo stesso tempo osserva il mondo dei vivi, senza nascondere le sue perplessità dietro a un’ironia tagliente.
Ne esce uno dei personaggi meglio riusciti dell’autore inglese, nonché uno dei più amati.

Quello che fa immedesimare maggiormente i lettori con i personaggi, è però il conflitto.
Tutti noi, nella realtà quotidiana, ci troviamo costantemente a dover affrontare dei conflitti, grandi o piccoli, che provengano da fuori o da dentro di noi.
E sono proprio i conflitti ad avvicinarci gli uni con gli altri, molto più di quanto non farebbero i colpi di fortuna. Perché per quanto possiamo detestarli, è proprio attraverso i conflitti che possiamo crescere. È quando la vita ci mette alla prova che dimostriamo chi siamo veramente.
Perciò quando leggiamo una storia o guardiamo un film, siamo alla ricerca di una figura nella quale poterci rispecchiare come esseri umani. Il personaggio deve in qualche modo soffrire prima di riuscire a ottenere ciò che desidera (e potrebbe addirittura non raggiungerlo mai) e attraverso gli ostacoli dimostrare chi è e quanto vale.
Se un personaggio ha una vita felice, perfetta e ottiene sempre quello che desidera, nessuno si identificherà mai con lui, a parte forse Gastone, il cugino super-fortunato di Paperino.
Non solo, un personaggio non deve nemmeno necessariamente essere amabile per essere un buon personaggio.
In La casa per ogni dove, di Diana Wynne Jones, la protagonista, Charmain, è una ragazzina cresciuta nella bambagia. Colpa anche di genitori un po’ troppo permissivi, non ha mai fatto un lavoro di casa, non sa lavare, non sa ramazzare, non sa cucinare, niente di niente. In casa non alza un dito se non per leggere e si aspetta che siano gli altri a occuparsi delle faccende importanti.
Eppure lei è l’eroina del libro e col tempo, lontano da casa, imparerà a darsi da fare.
Questo è infatti un altro aspetto molto importante per qualsiasi personaggio, specie i protagonisti: i difetti!
Capita di tanto in tanto di trovare storie scritte con i piedi, dove il protagonista è una sorta di superuomo o superdonna senza macchia. Personaggi alti, belli, atletici, ricchi, intelligenti, brillanti e riesce loro qualsiasi cosa in cui si cimentino.
Questo è un errore commesso spesso dagli autori più acerbi, che riversano sul loro protagonista l’immagine di quello che vorrebbero essere.
Diciamo la verità, quanti di noi sopporterebbero dei personaggi perfetti sotto ogni punto di vista?
A meno di soffrire di una patologica forma di narcisismo, tutti noi vediamo i nostri difetti e troviamo un’innata simpatia per quei personaggi che li condividono. Ci permettono di vederci con occhi diversi, di immedesimarci maggiormente e di instaurare con essi un rapporto speciale.
Se l’autore è stato capace di dare ai suoi personaggi dei difetti realistici e di mostrarceli attraverso le loro parole, i gesti e i piccoli vezzi, succede una specie di magia: i personaggi diventano vivi.
In essi possiamo non solo trovare noi stessi, ma anche qualcuno che conosciamo. Una nostra amica, il partner, i nostri genitori, il collega, eccetera… ed ecco che, leggendo, ci troviamo a pensare “conosco una persona come questa, è vero che si comporta così!”.
Ed ecco che per noi la storia diventa molto più viva, molto più vera, non importa se parla di pirati, maghi o una società di conigli parlanti.

È per questo motivo che la creazione dei personaggi è una delle arti più complesse e importanti nella creazione di una storia.
Per un autore, non è mai tempo sprecato il soffermarsi a conoscere i suoi personaggi, a indagare su chi sono, cosa amano, cosa non amano, come si sentono, come interagiscono con gli altri, eccetera.
Un personaggio ben scritto può diventare il compagno di viaggio di lettori che con lui o lei instaureranno un rapporto di fiducia, quasi di amicizia, al punto da portarseli per sempre nel cuore.

Grechina Divider

La caccia del falco vol.2 cover Il Lascito – La Caccia del Falco, è un romanzo fantasy ambientato a Oltremare, un mondo dove tecnologia e magia si incontrano.
Un mondo dove uomini modificati attraverso riti oscuri, chiamati arswyd, vengono usati come armi, per destabilizzare governi e ribaltare le sorti delle guerre.
I regni cercano di sfruttare queste risorse per i propri scopi: chi alla ricerca del controllo sul popolo, chi guidato da un fanatismo religioso, e chi all’inseguimento di un ideale di libertà ormai obsoleto.
La storia si sviluppa attraverso il punto di vista di cinque protagonisti:
– Doran, un giovane Cacciatore di arswyd costretto a causa di un omicidio a tradire il proprio ordine.
– Kahyra, una ragazza in cerca di vendetta dopo l’assassinio del padre.
– Ygg’xor, un pirata e sicario, avido di denaro e amante delle belle donne, che si trasforma in un regicida e mette in moto eventi che cambieranno per sempre il mondo in cui vive.
– Ceaser, una guardia reale incaricata di scortare la principessa di cui è innamorato verso la città in cui sarà offerta come sacrificio umano.
– Eryn, la principessa che, dopo aver perso ogni cosa, si ritrova in balia degli eventi, usata in modi diversi dallo zio e da un re straniero per poter avere il trono che fu di suo padre.
I cinque cercheranno di sopravvivere, alcuni in cerca di vendetta, altri di un semplice modo di sfuggire alla guerra civile.
Alla ricerca del proprio posto in un mondo cinico e brutale, dove nessuno è al sicuro, neppure un re.

In questo secondo volume alcuni misteri verranno svelati, altri se ne aggiungeranno. Per alcuni sarà la fine, per altri un nuovo inizio.

Gli eroi non salveranno nessuno.

Potete seguire Stefano sul suo blog Protowrite

5 pensieri su ““Il lascito ” Blog Tour: l’importanza dei personaggi

    1. Complimenti per l’articolo e sono d’accordissimo che di fronte ai personaggi la trama diventa secondaria.
      Anche perché se l’originalità ormai è difficilissima, le relazioni tra i personaggi possono essere davvero il punto di forza (ed è la cosa su cui punto io nel Lascito).
      Perciò grazie ancora! 🙂

      Piace a 1 persona

  1. Pingback: Lascito Blog Tour: Tappa Extra – Protowrite

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