Le frasi peggiori da dire a chi soffre di depressione

Quello del bullismo è un tema che mi sta molto a cuore. Ne avevo parlato già qui, circa un anno fa e oggi vorrei mettere un attimo da parte il fantasy per tornare a parlarne.
Di bullismo se ne sente parlare sempre più spesso, non solo perché i casi sembrano aumentare sempre più e in maniera più violenta, ma soprattutto perché, fortunatamente, oggi c’è molta più coscienza e più attenzione nei riguardi delle vittime.

Oggi si denunciano molto più apertamente i casi di bullismo, rispetto a decine di anni fa, sia che i bulli siano i compagni di classe o gli stessi insegnanti.
A mio avviso, però, non si parla ancora abbastanza dei danni riportati dalle vittime di bullismo. Spesso, dopo la denuncia pubblica dei singoli atti di bullismo, tutto cade nel dimenticatoio. Non per la vittima, che dovrà invece convivere a lungo (se non per sempre) con gli effetti psicologici causati dalle violenze fisiche e/o psicologiche.
Primo fra tutti, la depressione, un cancro invisibile che colpisce la mente, deteriorandola giorno dopo giorno.
Chi ha subito atti di bullismo ha serie probabilità di sviluppare una forma di depressione che, se non trattata in tempo, rischia di diventare debilitante. Una vera e propria malattia trattabile farmacologicamente, che però ancora molti stentano a chiamarla tale, per paura di sentirsi dare dei pazzi o degli psicotici.
J.K. Rowling, che ha dichiarato di averne sofferto per anni, l’ha magistralmente illustrata nei suoi romanzi dedicati a Harry Potter. Non a caso ha rappresentato i Dissennatori (Dementors nella versione originale) come creature senza volto, simili a ombre eteree che si cibano di felicità, gioia e speranza. Quando si viene “baciati” dai Dissennatori non ci si sente infelici: non si prova più niente, si ha la sensazione di non aver più alcuna ragione per vivere. E’ come se l’anima avesse abbandonato il corpo, ormai divenuto un guscio vuoto e pesante, da trascinarsi dietro ogni giorno.

Dissennatore

Chi vive questa condizione, spesso deve confrontarsi con persone che hanno della depressione solo un’idea vaga, condita da credenze e cliché che poco hanno a che vedere con la realtà. Molte di queste persone, poi, avranno la tendenza a parlare a vanvera, sparare sentenze e giudizi indesiderati. Il rischio non è solo quello di commettere delle gaffes, ma di fare del vero e proprio bullismo.

Ecco quindi alcune delle frasi peggiori che si potrebbero dire a chi soffre di depressione:

1. La vita è dura e solo i forti sopravvivono.

La dicotomia tra persone forti e persone deboli suona come una condanna, in cui la persona depressa si vede scaraventato nel “cassonetto” dei deboli, degli inetti.
Non solo questa visione della vita è deleteria e crudele, ma è anche sbagliata. Chi soffre di depressione è costretto ad affrontare la vita lottando ogni giorno contro un mostro invisibile e molto potente. Un mostro che assume diverse forme anche contemporaneamente, una più forte dell’altra, come solitudine, ansia, senso di inadeguatezza. Chi non si è mai dovuto confrontare con questo problema non ha idea della forza che richiede alzarsi ogni mattina per affrontare la vita e allo stesso tempo fronteggiare questi nemici brutali.
Chi soffre di depressione è quindi tutt’altro che debole, solo più sensibile.

2. Tutti hanno problemi, mica solo tu.

Così dicendo, si cerca di far sentire l’altro colpevole di soffrire.
Chi soffre realmente di depressione non vuole certo sminuire i problemi degli altri. Per quanto nella vita si possa soffrire, ci sarà sempre qualcuno che soffre più di noi. Anche chi è malato di un tumore in remissione sta “meglio” di chi ha una malattia terminale, ma difficilmente qualcuno andrebbe a dirgli/le “quante menate! C’è chi sta peggio di te”.
Solo perché non è visibile, non significa che la depressione sia da sottovalutare. Non è un capriccio, non è un modo per darsi importanza o per farsi notare. Chi ne soffre si sente consumare dentro da qualcosa a cui non riesce a dare un volto, di cui non può avere una radiografia e che sicuramente non potrà mai esportare con un’intervento.
Il fatto che qualcuno soffra mali peggiori, non sminuisce i mali degli altri.

3. Reagisci! Esci più spesso, conosci gente e vedrai che passerà.

Ah, ma quindi era così semplice! Scemo/a io a non averci pensato prima. Adesso mi alzo, mi vesto, esco e presto sarà passata tutta la bua!
Peccato che non è così che funzioni.
Uscire e stare in mezzo alla gente non aiuta a superare la depressione anzi, spesso la accentua. Ci sono momenti in cui anche chi soffre di depressione può stare in compagnia e divertirsi come e più degli altri. Quando essa entra nella sua fase più acuta, però, le cose cambiano. In quei momenti niente e nulla riesce a dare sollievo, nemmeno fare ciò che si ama di più al mondo. Nemmeno stare con chi si ama più al mondo.
In quei momenti perfino il fatto di essere vivi pesa come un macigno.
Il lato più oscuro del cervello prende il sopravvento e lascia spazio a pensieri terrificanti. Il malato si sente perso in una terra estranea, avvolta da una fitta nebbia. Il senso di solitudine è opprimente così come la certezza di essere un peso per tutti gli altri, di essere un totale fallimento. Una persona inutile e insignificante.
In momenti come questi, sforzarsi di stare in mezzo alla gente o di divertirsi non aiuta. Ogni sguardo e ogni parola diventano segnali di conferma dei propri pensieri distruttivi, facendoli diventare ancora più pressanti.
La cosa migliore, in casi come questi, è stare il più possibile vicino alla persona che soffre senza cercare di forzare la mano. Il semplice far sentire di esserci, aiuta più di qualsiasi parola.

4. Tu depresso/a? Ma se sei in forma e sorridente!

Questa è una delle frasi che più di tutte fanno sentire solo chi è malato di depressione. Specie se a dirlo sono famigliari o amici.
La depressione è una malattia interiore. Non ha un marchio e non ha sintomi visibili. Essere depressi non significa non essere capaci di sorridere, fare battute divertenti, ballare, viaggiare, eccetera. Chi è depresso non piange dalla mattina alla sera, in pigiama, sdraiato sul divano. Sebbene casi gravi di questo tipo esistano, in genere non è questa la vita di chi soffre di depressione.
Come chiunque altro, chi è depresso deve alzarsi la mattina per andare a scuola o al lavoro. Ha amici, interessi o figli da crescere. Nella maggior parte delle situazioni sociali non è possibile presentarsi con una faccia triste e gli occhi arrossati per le lacrime. Bisogna mostrarsi forti, sorridenti, decisi, pronti a conquistare il mondo. Ecco quindi che diviene necessario indossare una maschera che copra ogni segno di malessere interiore e non c’è nessuno più bravo a fingere un sorriso di chi soffre di depressione.
Questa necessità diviene presto una forma di difesa, anche in presenza dei cari, proprio per la paura di non essere capiti, di non essere creduti e perfino di essere abbandonati.
Prendere alla leggera la sofferenza di qualcuno solo perché i sintomi non ci sono visibili, è in un certo senso una forma di bullismo, o quantomeno è così che può essere recepita.

5. Se sei depresso/a è perché non provi gratitudine per la vita, quindi non meriti di vivere.

Questa è la più brutale di tutte, ma carinerie del genere ne ho lette veramente sul web. Sfoghi dei soliti leoni da tastiera, certo. Eppure sono in molti a credere che la depressione sia solo un mero lagnarsi e autocommiserarsi da parte di chi non sa apprezzare la vita.
Non è così.
La depressione non nasce dai capricci. Non si diventa depressi perché da bambini non si ha ricevuto il giocattolo tanto desiderato. Né lo si diventa perché si litiga con l’amica o l’amico del cuore. Chi è depresso non è un noioso rompiscatole che non sa apprezzare le gioie della vita.
La depressione è un male che nasce a poco a poco da semi quali insicurezza, paura dell’abbandono, violenza (fisica e/o psicologica). Semi piantati chissà quanti anni prima, in una mente ancora troppo giovane per avere delle difese.
Nei momenti più bui sembra che nulla possa dare consolazione e la vita sembra scorrere inutilmente, senza uno scopo, senza poter trovare un perché a tutta quella sofferenza. Quando questi momenti si attenuano, finalmente è possibile tornare a sentirsi meglio e apprezzare le piccole cose importanti della vita diventa un po’ più facile. Per un po’.

Grechina Divider

La depressione è materia di ricerca da anni. Studi sempre più approfonditi hanno rivelato che la genetica è una componente molto importante per lo sviluppo di questa malattia. Questo significa che alcune persone sono più predisposte di altre e che ognuno reagisce molto diversamente alle esperienze di vita. Due persone con esperienze simili possono avere reazioni molto diverse.
Si è stimato che nel mondo sono ormai più di trecento milioni le persone che ne soffrono, ed è un numero destinato a crescere a dismisura. Una “strage” silenziosa, visto che, appunto, gli effetti non sono visibili come nel caso di malattie che colpiscono il corpo.
È una lotta continua, da cui non tutti ne escono vincitori. Ma questo non da’ il diritto a nessuno di giudicare. In un mondo sempre più aggressivo e feroce, sbranare chi ci appare fragile non è la soluzione. Cercare di capire e tendere una mano ci permette di avvicinarci a persone che hanno ancora molto da offrire, anche se non ne sono consapevoli. E chissà che questo non possa porre le basi per un mondo più sereno, dove potremmo stare meglio un po’ tutti.

Annunci

4 pensieri su “Le frasi peggiori da dire a chi soffre di depressione

  1. Bell’articolo, Chris!
    Il problema è che questo mondo sembra nutrirsi di male: ogni società ama escludere certe persone (secondo dei criteri fisici, religiosi, sociali, genere ecc) per creare una “casta” di persone “normali” che si danno il diritto di vita e di morte. Il tema del bullismo è, ahimè, vecchio come il sale (c’è sempre stata l’esclusione, in ogni parte del mondo) ma ogni generazione lo trasmette come un “valore” da rispettare: quanti genitori insegnano ai loro figli di disprezzare tale o tale bambino perché non ha vestiti di marca come loro, perché ha problemi di peso, perché ha i genitori stranieri ecc? Ce ne sono tanti, purtroppo. Si potrebbe incolpare la TV (se le persone invitate nei popolari show della De Filippi o della D’Urso non sono bulli, io sono vescovo), ma sarebbe troppo facile. Forse sarebbe tempo che ogni genitore insegni il rispetto e la tolleranza e questa macchina infernale si fermerebbe… sì, ma rimane un’utopia: leggete un po’ come una certa giornalista italiana, un redattore capo di un quotidiano e un parlamentare di uno dei due partiti al governo dicono di Greta Thunberg, se questo non è da bulli…

    Mi piace

    1. Hai perfettamente ragione. Chi fin da bambino non si dimostra socievole e aperto viene subito catalogato come strano, diverso. Paradossalmente lo stesso destino è riservato a quei bambini un po’ troppo vivaci. Al di là di casi in cui sono presenti vere e proprie patologie, spesso i bambini vengono bollati con una sorta di marchio che potrebbe condannarli per la vita. Si fa molto prima così piuttosto che cercare di capire la diversa sensibilità di ognuno. Anche da questi atteggiamenti di ostracismo nasce poi il bullismo generale

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...