5 incipit preferiti

Buongiorno e buon venerdì,

anche questo mese sono stata molto assente e ho saltato parecchi appuntamenti con 5 cose che… 
Per fortuna, questa settimana sono riuscita a ritagliarmi un momento per scrivere questo articolo e posso parlare di un argomento che mi piace tantissimo. Il tema di oggi è infatti un elemento fondamentale nella letteratura: l’incipit.

Per quello che mi riguarda, l’immagine di copertina influisce relativamente nella scelta di un libro da leggere. Se il genere e il tema del romanzo attirano la mia attenzione, è l’incipit a farmi decidere se vale la pena acquistare o prendere in prestito il libro.
Il compito di un incipit è quello di colpire il lettore all’istante, trascinarlo nella storia ed è questo che mi aspetto. Un incipit noioso, divagante e senza mordente può quindi essere fatale e farmi decidere di lasciare il libro sullo scaffale.
E’ vero, un pessimo incipit non è sempre segno di un pessimo romanzo e, viceversa, le premesse di un ottimo incipit possono essere disattese. E’ anche vero, però, che con il poco tempo a disposizione, non sempre ci si può permettere il lusso di dare una chance a tutti i romanzi che ci capitano tra le mani.

Ecco quindi la mia lista:

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Copertina segnalazione di Emilia l'elefante

[Romanzo] Emilia l’elefante, di Arto Paasilinna

Arto Paasilinna torna con un nuovo romanzo e promette nuove meraviglie.

Dopo Piccoli suicidi tra amici (il blog On Rainy Days ne ha da poco fatto una bella recensione), per l’autore finlandese più famoso del mondo torna il tema del lungo viaggio, questa volta attraverso l’Europa, alla volta dell’Africa.

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Chiacchiere Letterarie - Canto di Natale

Canto di Natale – Come Dickens ci insegna a diventare felici

Canto di Natale è sicuramente uno dei più famosi classici natalizi di sempre.
Che abbiamo visto un film, un cartone animato, una puntata speciale di una delle nostre serie tv preferite o uno sketch televisivo, è praticamente impossibile non conoscere il vecchio Scrooge e la sua avventura con i fantasmi del Natale passato, presente e futuro.

 Io comunque consiglio sempre di leggere il romanzo originale; del resto, si tratta di un libricino di appena 100 pagine, che si leggono in una giornata al massimo. Charles Dickens lo scrisse in sole sei settimane, spinto da necessità economiche, eppure in sole 100 pagine è riuscito a condensare un’opera che riesce a essere contemporaneamente fiaba, racconto morale e critica sociale.

Canto di Natale Charles Dickens Copertina

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